Carceri al limite: in Liguria è emergenza, il SAPPE chiede di passare dalle parole ai fatti

Sanremo – Sovraffollamento, carenza di personale e nuove minacce alla sicurezza. È il quadro tracciato dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) durante la visita istituzionale alla Casa circondariale di Sanremo, dove è stato presentato anche il Libro Bianco sulla situazione penitenziaria ligure.

All’8 agosto, secondo i dati riportati dal SAPPE, nelle carceri italiane erano presenti 65.009 detenuti a fronte di 46.237 posti effettivamente disponibili, con un tasso di sovraffollamento superiore al 140%. In Liguria, i dati aggiornati al 31 luglio indicano 1.437 detenuti per 1.107 posti, con un indice del 130%, ormai oltre la capienza da 13 mesi consecutivi. Tutti i sei istituti penitenziari liguri risultano sovraffollati.

A Sanremo la situazione è particolarmente critica: circa 350 detenuti in più rispetto alla capienza e una scopertura dell’organico della Polizia Penitenziaria di circa il 15%. A livello regionale la carenza di personale penitenziario è del 14%, mentre quella del personale civile raggiunge il 16%.

«Questi non sono numeri da convegno, ma le condizioni nelle quali ogni giorno lavorano donne e uomini della Polizia Penitenziaria», sottolinea Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto del SAPPE. Aggressioni, emergenze, droga, telefoni clandestini e lanci di materiale dall’esterno sono alcune delle criticità segnalate dal sindacato.

Il SAPPE chiede quindi di superare la logica dell’emergenza permanente. Tra le priorità indicate nel Libro Bianco figurano la riapertura del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria a Genova, un piano straordinario di assunzioni e il riequilibrio degli organici. Il sindacato sollecita inoltre la realizzazione del nuovo carcere di Savona, il potenziamento delle strutture per la salute mentale e delle misure alternative, oltre a maggiori opportunità di lavoro e formazione per i detenuti.

Sul fronte della sicurezza vengono richiesti un Nucleo Cinofili regionale, sistemi per contrastare le comunicazioni cellulari clandestine, il rafforzamento della sicurezza perimetrale e strumenti tecnologici contro droni e lanci di droga, telefoni e altri materiali illeciti.

«Non possiamo affrontare le minacce del 2026 con strumenti del passato», afferma Giuseppe Giangrande, dirigente regionale SAPPE, indicando nella tecnologia un supporto sempre più necessario per la Polizia Penitenziaria.

Il sindacato insiste anche sulla formazione del personale, chiedendo il rispetto delle 12 giornate annuali di aggiornamento e addestramento professionale, con particolare attenzione agli istituti più sovraffollati, tra cui Genova Pontedecimo, La Spezia, Sanremo e Genova Marassi.

«Il tempo degli annunci è finito», conclude Martinelli. Il Libro Bianco, che raccoglie dati, criticità e proposte, sarà trasmesso a Parlamento, Governo, Ministero della Giustizia, DAP, Regione Liguria ed enti locali. L’obiettivo dichiarato è trasformare le denunce in decisioni concrete: più personale, strutture adeguate, tecnologia, formazione e una gestione del sistema penitenziario capace di garantire sicurezza dentro e fuori dal carcere.