Artigiani, a Bolzano il mestiere tiene: oltre un’impresa su quattro è artigiana

L’artigianato continua a essere uno dei pilastri dell’economia altoatesina. In provincia di Bolzano il 27,4% delle imprese è artigiana, una quota nettamente superiore alla media italiana del 21,5%. Anche sul fronte dell’occupazione il comparto mantiene un peso significativo: gli addetti delle imprese artigiane rappresentano infatti il 19,2% del totale, contro il 13,4% registrato a livello nazionale.

È quanto emerge da un’analisi dell’Area Studi e Ricerche della CNA su dati Istat, che fotografa il peso dell’artigianato nelle diverse province italiane. Un quadro nel quale Bolzano si colloca tra i territori dove il comparto conserva una presenza particolarmente radicata.

La classifica nazionale è guidata da Nuoro, dove le imprese artigiane rappresentano il 31,7% del totale, seguita da Cuneo (31,5%), Fermo (31,3%), Asti (31,1%) e Reggio Emilia (30,7%). All’estremo opposto si trovano soprattutto le grandi aree metropolitane: Napoli si ferma al 10,3%, Roma al 12,2%, Caserta al 12,8% e Milano al 15%.

Guardando invece agli occupati, è Prato a registrare la maggiore incidenza di addetti nelle imprese artigiane, con il 31,6%, davanti a Fermo, Nuoro, Macerata e Arezzo. Bolzano, con il suo 19,2%, conferma anche sotto questo profilo un peso del settore superiore alla media nazionale.

Il dato più interessante riguarda però l’andamento nell’ultimo decennio. L’artigianato ha perso terreno in gran parte del Paese: tra il 2014 e il 2023 la quota delle imprese artigiane sul totale è diminuita in Italia di 3,9 punti percentuali. La contrazione più forte è stata registrata a Fermo, con otto punti in meno, seguita da Macerata, Chieti e Rieti. Sul fronte degli addetti, la flessione media nazionale è stata di 3,5 punti.

In provincia di Bolzano il ridimensionamento è stato invece più contenuto: 1,6 punti percentuali per l’incidenza delle imprese artigiane. Un dato che, secondo la CNA, conferma la capacità del comparto di mantenere un ruolo centrale nel sistema produttivo locale.

“Questa fotografia racconta un’Italia nella quale l’artigianato continua a essere una componente essenziale dell’economia e dell’identità dei territori”, sottolinea il presidente nazionale della CNA Dario Costantini, evidenziando però come il ridimensionamento dell’ultimo decennio rappresenti un campanello d’allarme per occupazione, filiere produttive e qualità del Made in Italy.

Anche in Alto Adige, dunque, la solidità del settore non deve far dimenticare le criticità. Per Cristiano Cantisani, presidente di CNA Alto Adige Südtirol, il problema principale riguarda soprattutto il ricambio generazionale. “Molte imprese sane e con mercato rischiano di chiudere perché non trovano giovani, lavoratori qualificati o persone disposte a raccoglierne il testimone”, osserva Cantisani, indicando nella trasmissione aziendale e in condizioni più favorevoli per i giovani due delle priorità su cui intervenire.

Un tema destinato ad assumere un peso crescente: dietro i numeri dell’artigianato altoatesino non ci sono soltanto imprese e occupati, ma competenze, mestieri e saperi che rischiano di andare perduti se non si riuscirà a garantire un passaggio generazionale.

Foto, Dario Costantini, presidente nazionale CNA