Una casa per ripartire: a Merano il progetto Housing First dà un tetto a 22 persone

Ventidue persone hanno trovato una casa e un percorso per tornare all’autonomia. È questo uno dei risultati più concreti del progetto realizzato dal Comune di Merano e dalla Comunità Comprensoriale Burgraviato nell’ambito del PNRR, dedicato al sostegno di persone colpite o minacciate dalla perdita dell’alloggio.

L’iniziativa rientra nella linea di intervento 1.3.1 “Housing temporaneo – Housing First” e punta a trasformare la casa nel primo passo verso l’inclusione sociale. Non soltanto un alloggio, dunque, ma un percorso personalizzato di accompagnamento rivolto a persone che si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità abitativa.

Per il progetto il Comune di Merano ha messo a disposizione 13 appartamenti di proprietà comunale, mentre la Comunità Comprensoriale Burgraviato si è occupata della presa in carico e del sostegno ai beneficiari. Dall’autunno 2024 è stato inoltre inserito un educatore professionale con un incarico al 75 per cento.

Le attività preparatorie sono partite nell’estate del 2024, con l’individuazione dei possibili beneficiari, la raccolta della documentazione, la definizione dei percorsi individualizzati e la creazione di un gruppo di lavoro dedicato anche all’elaborazione del concetto operativo per Villa Lituania.

Gli ingressi negli appartamenti sono avvenuti in tre momenti: febbraio, giugno e settembre 2025. Nel complesso sono state accolte 22 persone, suddivise in cinque nuclei familiari, tra cui cinque madri sole con uno o due figli, per un totale di sei minori, una coppia e nove persone singole, molte delle quali con invalidità civile.

Le situazioni di partenza erano diverse ma accomunate dalla fragilità abitativa: tre persone vivevano in strutture per senza dimora, dodici erano a rischio imminente di perdere la propria abitazione a causa della cessazione del contratto di locazione e sette provenivano da strutture di accoglienza prossime alla conclusione del percorso assistenziale.

«L’accesso a un’abitazione sicura rappresenta il primo passo per costruire percorsi di inclusione e autonomia duraturi», sottolinea Robert Vorhauser, coordinatore del servizio di accompagnamento abitativo domiciliare e dei nuovi progetti Housing First. Il progetto, aggiunge, dimostra l’importanza della collaborazione tra istituzioni e servizi territoriali per offrire risposte concrete alle persone più fragili.

Per l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Merano Stefan Frötscher, l’abitare è «un diritto fondamentale» e il presupposto per qualsiasi percorso di inclusione. Il modello Housing First, spiega, permette di costruire percorsi basati su «autonomia, dignità e stabilità sociale nel lungo periodo».

A rendere possibile il progetto ha contribuito anche la rete del volontariato locale. Gli appartamenti sono stati arredati grazie all’impegno delle famiglie coinvolte e al sostegno delle associazioni San Vincenzo e Mani Amiche, che hanno messo gratuitamente a disposizione mobili di seconda mano, contribuendo a contenere i costi di allestimento.

Il percorso, però, non si conclude con la consegna delle chiavi. Le persone e le famiglie continuano a essere seguite attraverso una rete che coinvolge il Distretto sociale e i servizi specialistici sanitari, tra cui il Centro di salute mentale e il Servizio per le dipendenze. L’obiettivo è rafforzare progressivamente autonomia personale, competenze sociali e capacità di gestione economica.

E i primi risultati iniziano già a vedersi. Nel luglio 2026 una famiglia ha concluso con successo il percorso, trovando un’abitazione in affitto sul mercato privato. Per altre due famiglie, invece, i contratti sono stati trasformati in soluzioni abitative permanenti. Numeri che danno concretezza all’idea alla base del progetto: la casa non come punto d’arrivo, ma come punto di partenza.

L’esperienza conferma così la volontà del Comune di Merano e della Comunità Comprensoriale Burgraviato di investire in politiche abitative innovative e in percorsi di inclusione capaci di accompagnare le persone più vulnerabili verso una maggiore stabilità, autonomia e dignità.

Foto, da sinistra: Alice Bertoli, Florian Prinoth, Londric Sergiu, Alessandra Tasinato, Robert Vorhauser e Stefano Frötscher