Sportelli bancari, Bolzano è un’isola felice

Mentre in Italia gli sportelli bancari continuano a scomparire, la provincia di Bolzano si conferma un’eccezione. Con 60,1 filiali ogni 100 mila abitanti, il territorio altoatesino è il terzo in Italia per densità di sportelli bancari, alle spalle soltanto di Trento e Sondrio. È quanto emerge da un’analisi della CNA che fotografa l’evoluzione della rete bancaria tra il 2015 e il 2025.

Il dato assume ancora più valore se confrontato con il quadro nazionale. Nell’ultimo decennio, infatti, in Italia hanno chiuso oltre 11 mila sportelli bancari, con una contrazione del 36,7%. Le filiali sono passate da oltre 30 mila a poco più di 19 mila e quasi il 44% dei Comuni italiani è oggi privo di una banca.

Per la CNA Alto Adige, il risultato di Bolzano dimostra quanto sia ancora strategica una presenza capillare degli istituti di credito, soprattutto in un territorio caratterizzato da molte imprese artigiane e piccole aziende distribuite anche nelle aree periferiche. Se da un lato la digitalizzazione offre nuovi strumenti e servizi, dall’altro il rapporto diretto con gli operatori bancari continua a rappresentare un elemento fondamentale per chi investe, produce e crea occupazione.

La situazione nel resto del Paese evidenzia invece un progressivo impoverimento dei servizi di prossimità. Nei Comuni rimasti senza sportello vivono oggi quasi 4,9 milioni di persone e operano oltre 310 mila imprese, con quasi un milione di addetti. A risentire maggiormente della chiusura delle filiali sono soprattutto i piccoli centri: oltre il 96% dei Comuni privi di banca conta meno di 5 mila abitanti e, tra quelli con meno di mille residenti, nove su dieci non dispongono più di uno sportello.

Le conseguenze non riguardano soltanto il sistema economico, ma anche quello sociale. Nei territori senza filiali risiedono oltre 1,2 milioni di persone con più di 65 anni, molte delle quali incontrano maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi bancari.

Per il presidente di CNA Alto Adige, Cristiano Cantisani, il patrimonio rappresentato dalla rete bancaria locale va difeso. «È necessario rimanere vigili ed evitare ulteriori arretramenti del presidio bancario, soprattutto nelle aree decentrate. Una presenza diffusa delle banche resta essenziale per accompagnare le imprese nei loro percorsi di crescita e rafforzarne la competitività».

Per l’Alto Adige, dunque, la posizione ai vertici della classifica nazionale non è soltanto un dato statistico, ma un vantaggio competitivo da preservare. La possibilità di contare su interlocutori presenti sul territorio continua infatti a rappresentare un fattore decisivo per sostenere investimenti, accesso al credito e sviluppo delle piccole imprese.