La conciliazione tra vita privata e lavoro non è più soltanto una questione sociale: è una vera strategia per la competitività delle imprese. È questo il messaggio emerso dal secondo appuntamento del ciclo “Laboratorio sul futuro dell’Alto Adige 2026”, promosso dalla Camera di commercio di Bolzano e dedicato quest’anno al tema “Donne forti – aziende forti: l’equilibrio tra famiglia e lavoro come fattore di successo”.
L’incontro si è svolto recentemente presso l’impresa Schwärzer di Gais, mettendo al centro una domanda sempre più urgente per il mondo economico altoatesino: come creare condizioni che permettano alle donne qualificate di esprimere pienamente il proprio potenziale, senza dover scegliere tra carriera e famiglia?
«Garantire la disponibilità di personale qualificato è una delle principali sfide future per la nostra economia», ha sottolineato il presidente della Camera di commercio Michl Ebner. Le imprese capaci di offrire condizioni favorevoli alle famiglie e di sostenere concretamente la conciliazione tra vita privata e lavoro possono infatti rafforzare la propria attrattività e favorire la permanenza a lungo termine di collaboratrici e collaboratori qualificati.
Anche il mondo imprenditoriale guarda con sempre maggiore attenzione al tema. Margit Schwärzer, amministratrice delegata dell’omonima impresa, ha evidenziato come sempre più donne stiano assumendo ruoli di responsabilità, anche in settori tradizionalmente considerati maschili. Per valorizzare questo potenziale, ha spiegato, servono condizioni che rendano più semplice conciliare responsabilità professionali e impegni familiari, sostenendo anche l’accesso delle donne ai ruoli dirigenziali e all’imprenditoria.
I dati e le analisi presentati da Thomas Schatzer dell’IRE – Istituto di ricerca economica hanno mostrato una situazione ancora caratterizzata da una distribuzione non equilibrata del lavoro di cura, che continua a gravare soprattutto sulle donne. Un fenomeno che si riflette anche nel maggiore ricorso al lavoro a tempo parziale. Per le imprese diventa quindi sempre più importante progettare modelli organizzativi flessibili e attenti alle diverse esigenze delle persone.
Tra gli strumenti presentati durante l’incontro figura anche l’audit famigliaelavoro, promosso dalla Camera di commercio di Bolzano insieme all’Agenzia per la famiglia della Provincia autonoma di Bolzano. L’obiettivo è aiutare le aziende a sviluppare una politica del personale più attenta alle esigenze familiari.
La conciliazione, però, non può essere considerata una misura destinata esclusivamente alle donne. Annemarie Kaser, presidente del Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile della Camera di commercio di Bolzano, ha sottolineato la necessità di trasformare il tema in una scelta strategica per le aziende, promuovendo una cultura organizzativa fondata sulla flessibilità e sulla responsabilità condivisa tra imprese, politica e società.
A portare uno sguardo internazionale è stata Dana Müller, responsabile del Centro dati per la ricerca dell’Institut für Arbeitsmarkt- und Berufsforschung di Norimberga, con un intervento dedicato alle misure a favore della famiglia come strumento per promuovere le carriere e fidelizzare il personale. Le esperienze tedesche mostrano che le politiche family-friendly possono favorire il rientro più rapido delle madri nel mondo del lavoro, ridurre il rischio di cambiamenti di datore di lavoro e incoraggiare una maggiore partecipazione dei padri al congedo parentale. Un ruolo decisivo, in questo processo, spetta ai dirigenti e alla capacità delle aziende di trasformare le buone intenzioni in pratiche concrete.
Il percorso del Laboratorio sul futuro dell’Alto Adige 2026 si concluderà mercoledì 22 luglio 2026, alle ore 18, presso Roner Distillerie a Termeno.
La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria.
Perché il futuro del lavoro non si misura solo in produttività: si misura anche nella capacità di lasciare spazio alla vita. E le aziende che lo capiscono possono diventare più forti, più attrattive e più competitive.
Foto, il “Laboratorio sul futuro dell’Alto Adige” presso l’impresa Schwärzer/© Camera di commercio di Bolzano