Scuola altoatesina, luci e ombre: bene inglese e competenze digitali, ma italiano e matematica restano la sfida

La scuola altoatesina supera l’esame dei dati INVALSI con un quadro fatto di risultati positivi, ma anche di alcune criticità su cui sarà necessario intervenire. Il rapporto pubblicato il 16 luglio fotografa gli apprendimenti degli studenti delle scuole in lingua italiana della Provincia e restituisce una realtà a due velocità: ottime performance nelle lingue straniere e nelle competenze digitali, mentre italiano e matematica mostrano ancora margini di miglioramento.

Nella scuola primaria i risultati si mantengono sostanzialmente stabili. In seconda classe il 63% degli alunni raggiunge almeno il livello base in Italiano, mentre in Matematica la percentuale si ferma al 60%. Al termine della quinta classe, il livello adeguato viene raggiunto dal 67% degli studenti in Italiano e dal 59% in Matematica.

Il dato più brillante arriva però dall’inglese, dove la scuola primaria registra risultati eccellenti: il 98% degli alunni raggiunge il livello A1 nella lettura (Reading) e il 95% nell’ascolto (Listening).

Nella scuola secondaria di primo grado il quadro resta vicino a quello dell’anno precedente. In terza media raggiunge almeno il livello adeguato il 46% degli studenti in Italiano e il 48% in Matematica. Anche in questo caso l’inglese rappresenta un punto di forza: l’85% raggiunge il livello A2 sia nel Reading sia nel Listening, con risultati superiori alla media nazionale soprattutto nell’ascolto.

Più complessa la situazione nella scuola superiore. Per le seconde classi il livello adeguato viene raggiunto dal 49% degli studenti in Italiano e dal 47% in Matematica, con dati in calo rispetto all’anno precedente.

A compensare il quadro arrivano le competenze digitali, dove gli studenti altoatesini mostrano risultati molto elevati. Nelle seconde superiori oltre il 90% degli studenti raggiunge almeno il livello intermedio in diversi ambiti, tra cui alfabetizzazione digitale, comunicazione e collaborazione online.

Anche alla Maturità i dati evidenziano un andamento misto. In Italiano raggiunge almeno il livello adeguato il 51% degli studenti, mentre in Matematica il dato si mantiene stabile al 49%. Buone invece le performance in inglese: il 63% raggiunge il livello B2 nel Reading e il 67% nel Listening, quest’ultimo nettamente superiore alla media italiana del 48%.

Molto positivi anche i risultati sulle competenze digitali avanzate: nell’ultimo anno delle superiori gli studenti raggiungono il livello previsto in misura elevata nei diversi settori analizzati, con percentuali comprese tra il 66% e il 74%.

Il rapporto INVALSI evidenzia inoltre un altro elemento importante: la dispersione scolastica implicita. Al termine del primo ciclo, gli studenti con risultati non adeguati in tutte le discipline sono l’8,2%, un dato migliore rispetto alla media nazionale del 12,3%. Alla fine delle superiori la quota scende al 4,1%, contro il 6,3% italiano.

Sul fronte degli studenti eccellenti, al termine del secondo ciclo il 14,2% raggiunge risultati di alto livello, una percentuale superiore alla media nazionale del 13,1%.

«Le prove INVALSI devono essere viste come un’opportunità per conoscere meglio il funzionamento del sistema scolastico e accompagnarne lo sviluppo», ha dichiarato il vicepresidente della Provincia e assessore all’Istruzione Marco Galateo, sottolineando l’importanza del monitoraggio per migliorare l’offerta formativa.

Il sovrintendente scolastico Vincenzo Gullotta invita però a una lettura più ampia dei dati: «Gli esiti indicano margini di miglioramento negli apprendimenti, ma non certificano da soli il valore complessivo della scuola, che continua a garantire inclusione, benessere e partecipazione».

Per una valutazione più approfondita bisognerà attendere l’analisi completa dei dati, come spiegato dal direttore del Servizio provinciale di valutazione Terence Leone, che ricorda il peso di fattori esterni come il contesto socioeconomico e il background familiare.

La fotografia finale è quindi chiara: la scuola altoatesina eccelle nelle lingue, nel digitale e nella capacità di contenere la dispersione, ma deve ancora recuperare terreno negli apprendimenti fondamentali di italiano e matematica. Una sfida che sarà al centro delle prossime politiche scolastiche.

Foto, Claudia Corrent