Un traguardo atteso, simbolico e destinato a lasciare il segno nella storia dell’università e della sanità del territorio. A Palazzo Prodi sono stati consegnati i primi 28 diplomi di laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università di Trento, protagonisti della prima generazione di medici formati interamente in città.
La cerimonia ha celebrato un percorso iniziato sei anni fa con la nascita del corso di laurea magistrale a ciclo unico interateneo tra le Università di Trento e Verona, un progetto nato dalla collaborazione tra istituzioni, ricerca e sistema sanitario. Un cammino che oggi si traduce in nuovi professionisti pronti a entrare nel mondo della cura.
«Oggi è soprattutto una festa per i nostri laureati e le nostre laureate», ha sottolineato il rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian, ricordando come questi giovani abbiano creduto in un progetto senza una lunga tradizione alle spalle, affrontando da pionieri le sfide di un nuovo percorso accademico. «Sono loro i veri protagonisti di un successo straordinario», ha aggiunto.
La nascita della Scuola di Medicina rappresenta il risultato di una strategia che ha puntato sull’integrazione tra ricerca, formazione e assistenza sanitaria. Le basi scientifiche erano già presenti grazie all’attività di centri di eccellenza come il Cibio e il Cimec, mentre il sostegno della Provincia autonoma di Trento ha permesso di trasformare un progetto ambizioso in una realtà concreta.
Per il direttore generale dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino Antonio Ferro, la laurea dei primi 28 medici è «un momento storico» per il territorio: un risultato che conferma la volontà di costruire una medicina capace di unire competenza scientifica, innovazione e attenzione alla persona.
Anche il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha definito il traguardo una tappa fondamentale di una strategia più ampia per rendere il sistema sanitario trentino sempre più attrattivo per giovani professionisti. Un percorso che proseguirà con il potenziamento della rete delle scuole di specializzazione e con il futuro polo universitario e ospedaliero di Trento sud.
Durante la cerimonia sono stati ripercorsi i momenti chiave di questo progetto: dall’accordo con l’Università di Verona all’accreditamento del corso nel 2020, dall’avvio delle lezioni alla nascita del Centro interdipartimentale di Scienze mediche (Cismed), fino all’apertura delle prime scuole di specializzazione.
A raccontare il valore umano di questo percorso sono state anche le neolaureate Camilla Caucci e Sofia Salizzoni, che hanno dato voce a sei anni di studio, sacrifici, amicizie e sogni condivisi con i loro 26 colleghi.
Un momento speciale è stato dedicato agli ex rettori Paolo Collini e Pier Francesco Nocini, protagonisti dell’avvio del corso interateneo, ai quali sono state consegnate targhe commemorative.
Con la consegna dei primi diplomi, Trento inaugura così una nuova pagina della sua storia accademica e sanitaria: 28 giovani medici diventano il simbolo di un progetto che punta a costruire la medicina del futuro, radicata nel territorio e aperta all’innovazione.
Foto, i primi 28 laureati e laureate in Medicina e Chirurgia dell’Università di Trento protagonisti di una giornata storica per l’Ateneo e il territorio/© Università di Trento