Maturità, 560 candele accese per dire: “Non sei solo”

Boom di adesioni in Alto Adige per la prima edizione di “Be Blessed!”: messaggi WhatsApp e preghiere accompagnano gli studenti al debutto degli esami

Una luce per affrontare la sfida della maturità. Sono state ben 560 le candele accese questa mattina nel Duomo di Bolzano per accompagnare simbolicamente i maturandi altoatesini nel giorno della prima prova scritta. Un gesto semplice ma ricco di significato che ha segnato il debutto in Alto Adige dell’iniziativa “Be Blessed!” (“Sii benedetto/a”), già consolidata da anni in Austria.

Alle 7 del mattino il vescovo Ivo Muser, insieme ad alcuni collaboratori, ha acceso le candele dedicate agli studenti iscritti all’iniziativa. Nello stesso momento, sui cellulari dei ragazzi sono arrivati messaggi personalizzati di augurio e benedizione inviati tramite WhatsApp.

L’obiettivo è chiaro: far sentire i giovani sostenuti e accompagnati in uno dei momenti più importanti del loro percorso scolastico. Non solo studenti, però. Al progetto hanno aderito anche genitori, nonni, fratelli, sorelle, amici e insegnanti, desiderosi di esprimere vicinanza e incoraggiamento ai maturandi.

La risposta ha superato ogni aspettativa degli organizzatori. Le 560 iscrizioni registrate testimoniano il bisogno di gesti concreti di sostegno e la volontà delle famiglie di partecipare emotivamente a un passaggio così significativo.

«Le candele e i messaggi di benedizione sono un segno che i giovani non sono soli nel loro cammino», ha sottolineato il vescovo Muser. «La candela accesa è un segno di protezione e di preghiera per i nostri maturandi».

L’iniziativa, promossa in collaborazione tra l’Intendenza scolastica tedesca – Ispettorato per l’insegnamento della religione e l’Ufficio diocesano scuola e catechesi, punta a trasmettere un messaggio forte: non tutto dipende esclusivamente dalla prestazione individuale, c’è una comunità che sostiene, incoraggia e accompagna.

Visto il successo della prima edizione, l’esperienza potrebbe essere riproposta anche il prossimo anno, trasformando le “candele della maturità” in un nuovo appuntamento capace di unire tradizione, spiritualità e comunicazione digitale.