Il diritto di voto per studenti e lavoratori fuori sede torna al centro del dibattito politico regionale. Il Gruppo Verde in Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige ha infatti depositato un voto istituzionale che chiede a Governo e Parlamento di introdurre anche in Italia la possibilità di votare nel comune di domicilio temporaneo.
Il testo, che sarà discusso presumibilmente nella seduta del Consiglio regionale di domani, 17 giugno, punta a superare una delle criticità storiche del sistema elettorale italiano: la difficoltà per chi vive lontano dal proprio comune di residenza di esercitare il diritto di voto. Secondo i promotori, si tratta di circa 5 milioni di persone tra studenti, lavoratrici e lavoratori e chi assiste familiari lontano da casa.
Il Gruppo Verde sottolinea come, allo stato attuale, votare significhi spesso affrontare lunghi viaggi, costi economici e organizzativi che in molti casi portano anche alla rinuncia. Da qui la richiesta di una riforma che consenta il voto nel luogo in cui si vive effettivamente.
«Chi studia o lavora in un’altra città non dovrebbe essere costretto a viaggi lunghi e costosi per poter esercitare un diritto costituzionale fondamentale», ha dichiarato il consigliere regionale Zeno Oberkofler, primo firmatario dell’iniziativa. La proposta è sostenuta anche dalle consigliere Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer e Lucia Coppola.
Il documento riprende un percorso già avviato nella precedente legislatura a livello nazionale, che aveva raccolto consensi trasversali prima di interrompersi a causa della fine anticipata dei lavori parlamentari. In questo contesto si inserisce anche la campagna del Comitato “Voto Dove Vivo”, che da anni chiede una riforma strutturale del sistema elettorale per i fuorisede.
Un ulteriore elemento richiamato dai Verdi riguarda la disparità con i cittadini italiani residenti all’estero, che già oggi possono votare per corrispondenza. Una differenza considerata sempre più difficile da giustificare rispetto a chi vive stabilmente in un’altra città italiana.
La proposta approderà ora in Consiglio regionale, dove sarà messa ai voti nella seduta del 17 giugno. Se approvata, rappresenterebbe un nuovo segnale politico verso una possibile riforma nazionale del diritto di voto e della partecipazione democratica.
Foto, Zeno Oberkofler