Sicurezza a Bolzano, due visioni a confronto: “promessa tradita” o “problema finalmente affrontato?”

A un anno dall’insediamento della nuova Amministrazione comunale, il tema della sicurezza torna al centro del dibattito politico a Bolzano, con una netta contrapposizione tra maggioranza e opposizioni su risultati, strategie e percezione della situazione in città.

Da un lato, i gruppi di opposizione parlano apertamente di una “promessa tradita”. Secondo questa lettura, le misure annunciate dal centrodestra non avrebbero prodotto un miglioramento concreto della sicurezza urbana. Al contrario, episodi di violenza e tensioni nel centro cittadino continuerebbero a ripetersi, alimentando una sensazione diffusa di insicurezza tra i residenti.

Nel mirino delle opposizioni finiscono anche le scelte in materia di politiche sociali, con l’accusa di un eccessivo sbilanciamento verso la repressione rispetto alla prevenzione. In questo quadro viene criticata anche la proposta di un Centro di permanenza per i rimpatri (CPR), giudicata inefficace e socialmente problematica, oltre che sottrattiva di risorse operative alle forze dell’ordine sul territorio.

Per le minoranze consiliari, la sicurezza non può essere ridotta a slogan o interventi emergenziali, ma deve passare da un rafforzamento del presidio educativo, del lavoro sociale e delle politiche di inclusione, considerate strumenti fondamentali per agire sulle cause del disagio.

Di segno opposto la posizione della maggioranza e della lista civica a sostegno del sindaco Corrarati, che respinge l’idea di un fallimento amministrativo. Secondo questa impostazione, il problema della sicurezza non nasce nell’ultimo anno, ma è il risultato di criticità accumulate nel tempo e oggi finalmente affrontate in modo strutturato.

A sostegno di questa lettura vengono richiamati alcuni dati: secondo ASTAT, nel 2024 in Alto Adige i reati denunciati sono stati 18.112, in crescita dell’8,5% rispetto all’anno precedente, con i furti che rappresentano la tipologia più diffusa. Un quadro che, secondo la maggioranza, dimostra come la situazione non sia nuova ma radicata nel tempo.

Negli ultimi mesi, sostiene la giunta, sono stati intensificati i controlli sul territorio, rafforzata la presenza nelle aree sensibili e avviati nuovi strumenti come il Controllo di Vicinato e il Piano per l’Economia della Notte. Parallelamente viene evidenziato l’aumento delle attività delle forze dell’ordine, con un incremento degli arresti e delle denunce in Alto Adige nell’ultimo anno.

La maggioranza respinge, inoltre, l’accusa di aver trascurato le politiche sociali, sostenendo che prevenzione e integrazione restano elementi centrali e complementari rispetto al rafforzamento del presidio del territorio. In questa visione, sicurezza e inclusione non sono alternative, ma parti di una strategia più ampia.

Il confronto politico resta dunque aperto e polarizzato: per le opposizioni la città non avrebbe visto i miglioramenti promessi, mentre per la maggioranza si tratterebbe di un percorso appena avviato, necessario per affrontare criticità strutturali che si trascinano da anni.

In mezzo, la questione centrale della sicurezza urbana continua a pesare sul dibattito pubblico, tra percezione dei cittadini, dati statistici e scelte politiche ancora oggetto di forte contrapposizione.

Foto, Claudio Corrarati