Cosa possono diventare le infrastrutture costruite per un grande evento sportivo una volta spenti i riflettori? Quali nuovi significati possono assumere gli spazi trasformati dalle Olimpiadi? A queste domande prova a rispondere il workshop “Cantieri aperti. Zone di immaginazione temporanea”, in programma domani, 9 giugno alle ore 18.30 presso Ar/Ge Kunst.
L’iniziativa, condotta dalla ricercatrice e designer Beatrice Citterio, invita il pubblico a esercitare uno sguardo creativo e non convenzionale sul territorio, aprendo uno spazio di riflessione collettiva attorno alle trasformazioni legate ai Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026.
Punto di partenza del laboratorio sarà la presentazione di “Giochi Preziosi”, progetto editoriale realizzato da Citterio che indaga l’impatto delle Olimpiadi sui territori coinvolti e il loro rapporto con le attuali dinamiche di sviluppo economico, turistico e sociale.
Attraverso materiali fotografici e momenti di confronto, i partecipanti saranno invitati a scegliere una delle opere che entreranno a far parte della cosiddetta “legacy” olimpica per immaginarne utilizzi alternativi, temporanei e persino utopici. L’obiettivo non è elaborare proposte concretamente realizzabili, ma stimolare nuove visioni e moltiplicare le possibilità interpretative dei luoghi.
Il workshop si inserisce nel percorso di ricerca che caratterizza il lavoro di Beatrice Citterio, ricercatrice in design per i beni culturali e paesaggistici presso la Libera Università di Bolzano. Tra progetto, grafica e fotografia, il suo lavoro esplora infatti i cambiamenti sociali e territoriali, osservando come le comunità si rapportano agli spazi in trasformazione.
L’appuntamento fa parte del public program della mostra “Solastalgia”, attualmente ospitata da Ar/Ge Kunst e firmata dagli artisti Sofia Melluso e Gianluca Concialdi. L’esposizione affronta il tema delle profonde modificazioni dei paesaggi contemporanei sotto la pressione del turismo globale, interrogandosi sul senso di appartenenza ai luoghi e sul rapporto tra sviluppo e identità territoriale.
Più che un semplice laboratorio, “Cantieri aperti” si propone come un esercizio collettivo di immaginazione critica, un’occasione per osservare il presente da prospettive inedite e interrogarsi sul futuro dei territori alpini oltre la dimensione dell’evento.
Per partecipare è richiesta l’iscrizione preventiva scrivendo a info@argekunst.it con oggetto “Cantieri Aperti”.