A Bolzano il primo anno della Giunta guidata da Claudio Corrarati si trasforma già in un campo di battaglia politico. Da una parte i Verdi parlano di “occasioni mancate”, città rallentata e promesse svanite; dall’altra la Civica per Bolzano accusa l’opposizione di vivere in una “campagna elettorale permanente” scollegata dalla realtà amministrativa.
Il risultato è uno scontro che fotografa due visioni molto diverse della città: ambientalista e partecipativa quella dei Verdi, pragmatica e produttivista quella della maggioranza.
Per il gruppo dei Verdi Grüne Vërc Bolzano, il bilancio del primo anno è severo. Secondo i consiglieri verdi, la rivoluzione annunciata dal centrodestra non si è mai vista: pochi progetti concreti, mobilità ancora troppo centrata sull’auto privata, meno confronto pubblico e una coalizione descritta come “divisa e litigiosa”.
Nel mirino finiscono soprattutto i ritardi sul Programma di sviluppo comunale, il Piano del verde e le politiche abitative. I Verdi contestano inoltre l’abbandono del progetto di mobilità dolce e denunciano l’assenza di interventi efficaci contro traffico pesante, ondate di calore e inquinamento urbano.
Critiche anche sul piano sociale. La gestione dell’Azienda Servizi Sociali di Bolzano viene definita troppo burocratica e poco sensibile alle fragilità crescenti della città: caro vita, emergenza casa, povertà e marginalità sociali. Per questo i Verdi rilanciano un “Patto anti-caro vita” con un paniere di beni essenziali a prezzi calmierati e persino una “Community Coin” legata alla mobilità sostenibile e al commercio locale.
Sul fronte sicurezza, il gruppo ambientalista critica la linea della maggioranza basata su DASPO, taser e controllo sociale, sostenendo invece modelli fondati su prevenzione, inclusione e lavoro sociale. Tra i simboli più contestati ci sono la futura chiusura del palazzo municipale con l’introduzione dei tornelli e la chiusura del Centro per la Pace.
Ma la replica della maggioranza, affidata alla La Civica per Bolzano, è altrettanto dura. Secondo il gruppo civico, le accuse dei Verdi sarebbero “artificiali” e prive di realismo amministrativo.
La maggioranza ricorda che urbanistica, mobilità e pianificazione ambientale richiedono tempi tecnici lunghi e procedure complesse. “Chi ha governato per anni dovrebbe ricordarlo”, attacca la Civica, accusando i Verdi di ignorare volutamente vincoli normativi, burocrazia e sostenibilità finanziaria.
Nel mirino finisce anche l’approccio ambientalista alla mobilità. Per il centrodestra, limitazioni al traffico senza infrastrutture alternative rischiano di colpire lavoratori, famiglie e imprese. Un’accusa che si allarga anche alla politica industriale: la Civica sottolinea come una parte della sinistra locale abbia per anni guardato con diffidenza alla zona produttiva e alle grandi industrie, salvo poi difendere oggi realtà come le Acciaierie.
Anche il tema delle comunità energetiche diventa terreno di scontro. La maggioranza ricorda che il progetto promosso dall’ex assessora Chiara Rabini non sarebbe mai realmente decollato, dimostrando — secondo la Civica — la distanza tra annunci politici e gestione concreta.
Dietro il botta e risposta emerge però una questione più ampia: quale modello di sviluppo immagina oggi Bolzano? Una città più verde, partecipata e orientata alla sostenibilità sociale, oppure una città che punta prima di tutto su stabilità amministrativa, produttività economica e gradualità nella transizione ecologica?
A un anno dall’insediamento della Giunta Corrarati, la campagna per il futuro della città sembra già iniziata.
Foto, Gruppo dei Verdi in Consiglio comunale