Franco Gaggia racconta Cedocs, punto di riferimento sociale e culturale di Bolzano

Un caffè decaffeinato per me, un espresso per lui. È iniziata così, ieri mattina, nella raffinata atmosfera del bar del Parkhotel Laurin di Bolzano, la conversazione con Franco Gaggia, presidente di Cedocs, realtà bolzanina che da quasi quarant’anni rappresenta un punto di riferimento per la formazione, la cultura e l’inclusione sociale in Alto Adige.

Seduto al tavolino con la calma di chi ha attraversato decenni di trasformazioni sociali e culturali, Gaggia ripercorre la nascita dell’Associazione con una punta di orgoglio. “Nel 1986, anno in cui nacque Cedocs, ero un militante socialista e insieme ad altri compagni insegnanti iniziammo questa esperienza alla scuola Tambosi, a Oltrisarco”, racconta. “Poi negli anni ci siamo spostati in via Roma, successivamente in Corso Libertà e oggi siamo in Corso Italia.”

Oggi la sede di Cedocs si trova in Corso Italia 13/M, a Bolzano, ed è consultabile anche attraverso il sito ufficiale www.cedocs.it.

Quella nata come semplice associazione è diventata negli anni una delle realtà più attive nel campo dell’educazione permanente. Cedocs – acronimo di Centro Documentazione e Cultura Sociale – è stata fondata nel 1986, trasformata in cooperativa nel 1994 e divenuta cooperativa sociale Onlus dal 1998. Oggi è riconosciuta dalla Provincia autonoma di Bolzano come Agenzia di Educazione Permanente ed è anche accreditata come sede formativa FSE, oltre ad aver ottenuto la certificazione di qualità ISO 9001:2015.

Ma dietro i riconoscimenti istituzionali c’è soprattutto un’idea molto concreta: rendere la formazione accessibile a tutti.

“Siamo un punto di riferimento perché proponiamo corsi accessibili anche economicamente”, spiega Gaggia. “La formazione non deve essere un privilegio.”

Tra le attività più richieste spiccano i corsi di lingua e quelli di informatica. “Il tedesco, soprattutto a livello base, è una necessità qui in Alto Adige. E poi oggi l’inglese bisogna saperlo”, sottolinea il Presidente.

Accanto alle lingue cresce però sempre di più la richiesta di competenze digitali. Un bisogno che Cedocs intercetta quotidianamente, soprattutto tra le persone meno giovani. “Non sono pochi coloro che vengono da noi perché non riescono a districarsi con lo SPID, la CIE o semplicemente con lo smartphone”, racconta. “La digitalizzazione rischia di lasciare indietro molti cittadini.”

E così i corsi spaziano dall’uso base del computer all’intelligenza artificiale, passando per smartphone, acquisti online in sicurezza, applicazioni per viaggiare e servizi digitali sempre più indispensabili nella vita quotidiana.

Cedocs però non è soltanto formazione tecnica. È anche crescita personale, creatività e benessere. “Cerchiamo di intercettare bisogni diversi”, spiega Gaggia. Ed ecco allora i corsi di armocromia, skincare, trucco base, fotografia, dizione e lettura espressiva. Attività che raccontano un approccio moderno alla formazione, intesa non solo come aggiornamento professionale ma anche come cura di sé e valorizzazione personale.

Interessante anche la possibilità di seguire percorsi individuali con pacchetti di lezioni personalizzate, una formula sempre più apprezzata da chi desidera apprendere con tempi e modalità flessibili, anche online. 

Ma il lavoro di Cedocs si estende anche al sociale e al sostegno delle famiglie. “Per tanti anni abbiamo organizzato le attività estive Summertime per ragazzi. Eravamo tra i primi a proporle”, ricorda Franco Gaggia. Un’esperienza che ha accompagnato generazioni di giovani bolzanini durante il periodo estivo, diventando negli anni un punto di riferimento educativo per molte famiglie.

Non solo. Cedocs segue anche attività di doposcuola presso la scuola Archimede e fornisce assistenza durante il servizio mensa dello stesso istituto, consolidando così una presenza concreta nel mondo educativo cittadino.

Particolarmente significativo anche l’impegno nel settore socioassistenziale. “Collaboriamo con l’Associazione Alzheimer di Bolzano occupandoci della formazione delle badanti”, racconta il Presidente. Un’attività delicata e sempre più importante in una società che invecchia e che richiede competenze specifiche nell’assistenza alle persone fragili.

Nel corso della chiacchierata emerge chiaramente la filosofia che anima Cedocs: offrire strumenti concreti per affrontare un mondo in continua trasformazione senza sentirsi esclusi. Un lavoro silenzioso ma fondamentale, sostenuto negli anni dalla Provincia autonoma di Bolzano, dal Comune di Bolzano, dalla Fondazione Cassa di Risparmio e da progetti finanziati dall’Unione Europea.

Prima di salutarci, Gaggia sorride guardando verso il bancone del bar, mi stringe la mano e ci congediamo. Un gesto semplice, dal sapore quasi d’altri tempi, che riflette bene lo spirito di Cedocs: vicino alle persone, concreto e profondamente umano.

Foto d’apertura, Franco Gaggia