Disabilità e casa: in Alto Adige cresce l’urgenza di nuove soluzioni abitative

Un confronto partecipato, concreto e ricco di proposte per ripensare il futuro dell’abitare delle persone con disabilità in Alto Adige. È questo il risultato del convegno promosso da AEB, che ha riunito 20 esperte ed esperti del settore e circa 100 partecipanti interessati ai temi dell’inclusione abitativa e dell’autonomia.

L’incontro ha offerto una panoramica sulle forme abitative già esistenti e sui modelli futuri dedicati alle persone con disabilità, mettendo però in evidenza una criticità ormai sempre più urgente: la grave carenza di posti abitativi adeguati sul territorio altoatesino.

Al centro del dibattito sono stati presentati obiettivi e linee guida rivolti soprattutto ai decisori politici e amministrativi, con l’obiettivo di creare condizioni strutturali che rendano l’abitare inclusivo una possibilità concreta in tutti i comuni dell’Alto Adige.

Secondo quanto emerso durante il convegno, i numeri previsti dal Piano Sociale Provinciale non sono ancora stati raggiunti. Mancano inoltre strutture di assistenza temporanea e posti letto d’emergenza in molte località. Da anni l’AEB chiede un potenziamento dei servizi abitativi e dell’assistenza professionale, insieme a nuovi percorsi di formazione per il personale specializzato e a condizioni lavorative più sostenibili per gli operatori del settore.

Uno dei temi più sentiti riguarda il diritto a un’abitazione accessibile indipendentemente dal livello di assistenza necessario. La crisi abitativa che interessa l’Alto Adige colpisce infatti in modo particolarmente pesante le persone con disabilità e le loro famiglie, spesso lasciate sole nella ricerca di soluzioni adeguate.

Nel corso dell’evento sono state presentate anche esperienze già attive sul territorio, come case multigenerazionali e comunità abitative con percorsi di accompagnamento e formazione pratica per giovani con disabilità. Modelli che dimostrano come un abitare inclusivo e orientato all’autonomia sia possibile.

“Grazie ai diversi interventi sono stati offerti spunti di riflessione, create reti di collaborazione e presentate nuove forme abitative”, ha sottolineato Angelika Stampfl. “L’Alto Adige ha ancora molto da fare rispetto alla situazione precaria causata dalla mancanza di posti abitativi.”

Dopo il successo del convegno, l’AEB continuerà il proprio lavoro di sensibilizzazione, invitando le famiglie ad affrontare per tempo il tema dell’abitare e della progettazione del futuro dei propri figli.

A chiudere l’incontro è stata la vicepresidente Irmhild Beelen, che ha ribadito la missione dell’associazione: “Le persone con disabilità non devono avere soltanto un tetto sopra la testa, ma una vera casa, capace di garantire una vita dignitosa, autonoma e soddisfacente.”

Il convegno ha così rilanciato un tema destinato a diventare sempre più centrale nel dibattito sociale altoatesino: costruire comunità realmente inclusive, dove il diritto all’abitare sia garantito a tutte e tutti.

Foto, Elisabeth von Lutz e Anna Zingerle si allenano insieme per una vita autonoma