Autonomia, strette di mano e celebrazioni: ma ora servono risultati concreti

Il giorno dopo l’approvazione della riforma dell’Autonomia, il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha incontrato a Roma l’ambasciatore austriaco in Italia Michael Rendi nella sede dell’Ambasciata austriaca. Un incontro dal forte valore simbolico, durante il quale entrambe le parti hanno definito la riforma un passaggio storico per il futuro dell’Autonomia altoatesina.

Rendi ha parlato apertamente di “un altro capitolo della storia di successo dell’Autonomia”, sottolineando come il nuovo assetto permetterà all’Alto Adige di svilupparsi ulteriormente all’interno di un quadro giuridico più chiaro. Kompatscher ha invece ribadito il ruolo condiviso di Italia e Austria nella tutela dell’Autonomia, richiamando il Trattato di Parigi e l’Accordo De Gasperi-Gruber come pilastri fondamentali del sistema autonomistico.

Un messaggio politico preciso, rafforzato anche dal riferimento contenuto nella relazione parlamentare alla funzione di tutela esercitata dall’Austria e al valore internazionale dell’Autonomia sudtirolese. «Questa Autonomia ha una base di diritto internazionale e l’Austria continua a sostenerci anche nella sua attuazione», ha dichiarato Kompatscher, ringraziando Vienna per il sostegno durante il percorso della riforma.

Nel corso dell’incontro non sono mancati i ringraziamenti al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alla quale è stato riconosciuto di aver mantenuto gli impegni assunti sul tema della riforma.

Ma al di là delle dichiarazioni solenni, resta ora la prova più importante: quella dell’applicazione concreta. Lo stesso Kompatscher ha cercato di spostare l’attenzione dal piano simbolico a quello pratico, affermando che «la riforma non è solo un pezzo di carta» e che nei prossimi anni i cittadini potranno toccare con mano nuove possibilità legislative e amministrative.

Ed è proprio qui che si giocherà la vera partita. Perché negli ultimi anni il tema dell’Autonomia è stato spesso celebrato nei convegni, nelle cerimonie ufficiali e nei comunicati istituzionali, mentre molti cittadini continuano a chiedersi quanto queste riforme incidano davvero sulla vita quotidiana: dai costi dell’abitare alla mobilità, fino ai servizi pubblici e alla capacità della politica locale di utilizzare pienamente le competenze già esistenti.

La sensazione è che la riforma rappresenti certamente un passaggio politico rilevante, ma che il consenso attorno ad essa dipenderà soprattutto dalla capacità delle istituzioni di trasformare le nuove competenze in decisioni efficaci e visibili. Perché il rischio, altrimenti, è che l’Autonomia resti un grande tema identitario celebrato nei palazzi della diplomazia, ma percepito con crescente distanza da parte di una società che oggi misura la politica soprattutto sui risultati concreti.

Foto, il presidente della Provincia Arno Kompatscher (al centro) con l’ambasciatore Michael Rendi (a sinistra) e il console generale Wolfgang Lukas Strohmayer/© Ivo Corrà