Genitori sempre più soli: il nuovo allarme UNICEF sulla salute mentale dopo la nascita di un figlio

Diventare genitori è molto più difficile di quanto molti si aspettino. A dirlo sono i risultati del nuovo sondaggio diffuso da UNICEF Italia al termine della Settimana Europea della Salute Mentale, che mette in luce un fenomeno spesso invisibile: la solitudine e il disagio psicologico vissuti da mamme e papà nei primi anni di vita dei figli.

L’indagine, realizzata da Youtrend su oltre 8.900 persone con figli piccoli o in attesa di un bambino, fotografa una realtà fatta di stanchezza, senso di inadeguatezza e difficoltà nella gestione dei carichi di cura. Secondo il sondaggio, essere genitori si è rivelato più complicato del previsto per oltre la metà degli intervistati, con percentuali particolarmente elevate tra le donne: il 72% delle madri contro il 56% degli uomini.

La ricerca evidenzia soprattutto il peso della solitudine genitoriale femminile. Il 65% delle donne dichiara di aver provato isolamento o solitudine, contro il 40% degli uomini. Più della metà delle madri afferma di aver sperimentato tristezza senza motivo apparente e la sensazione di “non farcela”, mentre quasi quattro donne su dieci confessano di sentirsi spesso in colpa come genitrici.

Tra le difficoltà maggiormente percepite emergono la stanchezza continua, indicata da circa il 75% dei neogenitori, l’ansia, l’irritabilità e la difficoltà nel conciliare lavoro e cura dei figli. Oltre il 74% delle donne considera infatti molto difficile gestire insieme occupazione e famiglia.

Secondo Nicola Graziano, i dati rappresentano un importante campanello d’allarme: “La salute mentale dei genitori, la possibilità di non sentirsi soli nel post-parto e nei primi anni di vita dei figli, la condivisione dei carichi di cura e l’accesso ai servizi educativi sono bisogni comuni che devono essere riconosciuti e sostenuti”.

Il sondaggio mostra inoltre come molti genitori si sentano giudicati nel proprio ruolo. Più dell’85% delle neomamme e oltre il 60% dei neopapà dichiarano di aver percepito critiche o pressioni provenienti da familiari, società, amici o persino operatori sanitari.

Tra le principali preoccupazioni emerse prima della nascita o dell’adozione figurano la salute del bambino, la paura di non essere all’altezza come genitori, l’impatto sulla vita di coppia e quello sulla carriera lavorativa, soprattutto per le donne.

Per migliorare il benessere delle famiglie, i genitori chiedono soprattutto congedi parentali più lunghi e meglio retribuiti, maggiore flessibilità lavorativa, servizi per la prima infanzia più accessibili e gratuiti e un cambiamento culturale verso una più equa distribuzione dei carichi familiari.

L’UNICEF Italia sottolinea come la salute mentale dei genitori rappresenti una condizione fondamentale per il benessere e lo sviluppo dei bambini. Per questo l’organizzazione chiede che il tema venga riconosciuto come una vera questione di salute pubblica, rafforzando i servizi territoriali post-parto, investendo nei congedi paterni e ampliando l’accesso agli asili nido e ai servizi educativi per l’infanzia.

Dietro la nascita di un figlio, conclude il rapporto, non ci sono solo felicità e realizzazione personale, ma anche fragilità emotive e bisogni spesso taciuti, che richiedono ascolto, sostegno e politiche capaci di accompagnare davvero le famiglie.