Uno sguardo “da fuori” per capire meglio sé stessi. È con questo obiettivo che il presidente del Consiglio provinciale Arnold Schuler ha promosso la tavola rotonda “Alto Adige in dialogo – Prospettive dall’esterno”, portando nell’aula consiliare quattro figure di primo piano con radici altoatesine e carriere internazionali: Evelyn Palla, Alessio Lasta, Ulrich Ladurner e Markus Lanz.
Ad aprire l’incontro è stato lo stesso Schuler, sottolineando quanto sia fondamentale arricchire la prospettiva interna con uno sguardo esterno: non basta come un territorio si percepisce, ma conta anche come viene visto e interpretato da chi lo osserva da fuori.
Un concetto ripreso anche dal presidente della Provincia Arno Kompatscher, che ha evidenziato come l’Alto Adige rappresenti un modello di successo sotto molti aspetti, grazie anche all’Autonomia, ma debba oggi confrontarsi con sfide complesse come la migrazione, i cambiamenti demografici, la globalizzazione e una crescente perdita di fiducia nelle istituzioni.
Nel dibattito, moderato da Gabriele Crepaz, è emersa una riflessione condivisa: molte delle tensioni attuali derivano proprio dal successo del territorio. Secondo Ladurner, il benessere diffuso non basta più a garantire una prospettiva chiara per il futuro e rischia anzi di alterare il rapporto tra cittadini e politica. Un’idea rilanciata anche da Lanz, che ha definito l’Alto Adige, in parte, “vittima del proprio successo”.
Tra i temi centrali, il turismo è stato indicato come uno dei principali motori economici ma anche come fonte di nuovi conflitti. Non si tratta più soltanto di crescita economica, ma di identità, qualità della vita e senso di appartenenza. Palla ha confermato la percezione estremamente positiva del territorio a livello internazionale, mettendo però in guardia da criticità concrete come l’accesso agli alloggi e l’emigrazione dei giovani, fenomeno sempre più rilevante.
Proprio il cosiddetto “brain drain” è stato uno dei nodi più discussi, insieme alla necessità di rendere il territorio più attrattivo per le nuove generazioni. Lasta ha invece posto l’accento sulla migrazione, definendola una sfida che richiede maggiore flessibilità e realismo da parte della politica, oltre a un forte coinvolgimento del tessuto sociale e del volontariato.
Sul ruolo della politica, le posizioni hanno converguto su un punto: servono coraggio e capacità di guidare il cambiamento. Ladurner ha invitato a superare paure e immobilismi, mentre Lanz ha richiamato alla prudenza, sottolineando l’importanza di non lasciare indietro le persone e di saper resistere anche alle pressioni delle lobby.
Nel confronto con i consiglieri provinciali sono emersi altri temi chiave, dalla sanità all’influenza dei social media, fino alla necessità di rafforzare la coesione sociale in un contesto sempre più globale. Il messaggio finale è chiaro: l’Alto Adige si trova a un bivio, tra modelli di successo consolidati e nuove sfide che richiedono visione, adattamento e responsabilità.
A chiudere l’incontro, Schuler ha sottolineato il valore dell’iniziativa: portare uno sguardo esterno in Consiglio provinciale ha permesso di mettere in discussione certezze e aprire nuove prospettive. Un esercizio necessario per immaginare il futuro di un territorio che, proprio perché di successo, è chiamato oggi a reinventarsi.