Addio a Pino Giordano: la voce gentile del sindacato che ha fatto scuola

La comunità sindacale altoatesina è in lutto per la scomparsa di Pino Giordano, spentosi domenica a Bolzano all’età di 76 anni. Una figura storica, un punto di riferimento per generazioni di sindacalisti, ricordato per la sua competenza, la sua dedizione e, soprattutto, per il suo stile umano e dialogante.

A esprimere il cordoglio della SGBCISL sono i Segretari Generali Donatella Califano e Georg Plaickner: “Pino è stato un protagonista della vita e della storia della SGBCISL. Piangiamo uno degli esponenti più autorevoli della nostra organizzazione”.

Il suo percorso sindacale affonda le radici negli anni in cui ha seguito da vicino l’Unione Sindacale Territoriale di Merano/Val Venosta. Dalla fine degli anni ’80 fino al 1995 è stato impegnato nella FIM, il sindacato dei metalmeccanici, per poi assumere incarichi di primo piano all’interno della SGBCISL: Segretario Generale e Segretario Generale aggiunto dal 1995 al 2001.

Negli anni successivi ha continuato a offrire il suo contributo come membro della segreteria provinciale e alla guida della FIBA SGBCISL, la federazione dei bancari. Anche dopo il pensionamento, avvenuto nel 2010, Giordano non si è mai allontanato davvero dal sindacato, restando una presenza costante e preziosa, sempre disponibile a condividere esperienza e consigli con colleghi e colleghe.

La SGBCISL lo ricorda come un uomo fermo nei principi, ma sempre aperto al dialogo, capace di costruire confronto e mediazione con rispetto e gentilezza. Un sindacalista che ha saputo interpretare il proprio ruolo con equilibrio, senza mai rinunciare ai valori.

“È stato protagonista di tante battaglie sindacali e sociali – ricordano ancora Califano e Plaickner – credendo profondamente nell’interetnicità, nel valore dello stare insieme e del crescere insieme”. Un’eredità fatta di idee, impegno e visione, che continuerà a vivere nel lavoro di chi ha formato e ispirato.

Con la sua scomparsa se ne va non solo un dirigente, ma una memoria viva del sindacato altoatesino. Una di quelle figure che, senza clamore, lasciano un segno profondo.