Parte ufficialmente il percorso che dovrebbe tracciare il futuro urbanistico, sociale ed economico della città: con l’approvazione della delibera e della bozza di convenzione con il Comune di Lagundo, la Giunta comunale di Merano ha dato il via alla costruzione del Programma di sviluppo comunale per il territorio e il paesaggio (PSCTP), lo strumento strategico previsto dalla legge provinciale.
Un piano destinato a durare dieci anni e che, nelle intenzioni dell’amministrazione guidata dalla sindaca Katharina Zeller, dovrà diventare la bussola per ogni scelta futura: dall’urbanistica all’ambiente, dall’economia ai servizi.
Gli obiettivi messi nero su bianco sono ambiziosi e, almeno sulla carta, difficilmente contestabili: stop al consumo eccessivo di suolo, sviluppo urbano più sostenibile e resiliente, rafforzamento delle infrastrutture sociali, rilancio delle aree dismesse e introduzione del modello della “città dei 15 minuti”. Un elenco che riflette le grandi tendenze europee della pianificazione urbana contemporanea.
Eppure, proprio qui si apre il primo nodo politico: quanto di tutto questo potrà davvero tradursi in realtà concreta?
Non è la prima volta che strumenti di pianificazione di lungo periodo vengono presentati come svolte decisive, salvo poi scontrarsi con tempi lunghi, vincoli burocratici e compromessi politici. Il rischio è che il PSCTP resti un contenitore di buone intenzioni, mentre le emergenze quotidiane – dalla pressione abitativa alla mobilità – continuano a richiedere risposte immediate.
Elemento interessante, e potenzialmente strategico, è la collaborazione con il Comune di Lagundo, che apre a una visione sovracomunale su temi cruciali come mobilità, sviluppo turistico e fabbisogno abitativo. Una scelta coerente con le indicazioni provinciali, ma che richiederà una reale capacità di coordinamento politico e amministrativo tra enti diversi, non sempre scontata.
Il percorso, inoltre, è solo all’inizio. Nei prossimi mesi dovranno essere definiti i meccanismi di partecipazione pubblica, nominato il gruppo direttivo e approvata formalmente la convenzione tra i due Comuni. Senza dimenticare le gare per affidare a professionisti esterni la parte tecnica del piano: un passaggio delicato, che spesso incide su tempi e qualità dei risultati.
Il PSCTP si presenta dunque come una grande occasione per ripensare Merano in chiave sostenibile, inclusiva e moderna. Ma anche come una sfida politica: trasformare visioni e slogan – dalla “città spugna” alla “città dei 15 minuti” – in interventi concreti e misurabili.
Perché, al di là delle linee guida e delle dichiarazioni, saranno i cittadini a giudicare se questo piano sarà davvero un punto di svolta o l’ennesimo documento destinato a restare sulla carta.
Foto, Katharina Zeller