
Sarà inaugurata lunedì 13 aprile alle ore 18, presso l’atrio della scuola Dante Alpi nel centro storico di Bolzano, la mostra personale “Terre di confine (tra senso e complessità)” dell’artista Bruno Zanatta. L’esposizione resterà visitabile fino al 27 aprile durante l’orario scolastico.
Il progetto presenta un ciclo di opere che si collocano in una dimensione di ricerca profondamente legata alla contemporaneità. Le superfici pittoriche, caratterizzate da stratificazioni materiche e da una costruzione formale fatta di linee e campiture cromatiche, restituiscono un equilibrio instabile, in cui ordine e frammentazione convivono.
È proprio in questa tensione che si sviluppa il lavoro di Zanatta: una pittura che non mira alla rappresentazione, ma all’indagine. Il “confine” evocato nel titolo diventa così una categoria interpretativa, uno spazio di passaggio tra esperienza individuale e dimensione collettiva, tra percezione e pensiero.
Le opere nascono dall’intreccio tra vissuto personale e riflessioni più ampie, che toccano temi centrali del nostro tempo: la trasformazione della natura, la fragilità delle relazioni, il senso di smarrimento e la possibilità di una rinascita. In questo contesto, la materia pittorica non è semplice mezzo espressivo, ma si fa linguaggio capace di trattenere e restituire complessità.
Le composizioni, solo apparentemente riconducibili a strutture paesaggistiche, si configurano piuttosto come paesaggi interiori, in cui si depositano tensioni emotive e processi di elaborazione. Angoscia e speranza, perdita e ricerca di salvezza convivono in un equilibrio aperto, mai definitivo.
L’opera, infine, si offre come spazio di relazione: lo spettatore è chiamato a confrontarsi con ciò che vede, a sostare nelle ambiguità e a costruire un proprio percorso di senso.
In un contesto educativo come quello dell’Istituto Comprensivo Bolzano 1, la mostra assume un valore ulteriore, proponendosi come occasione di dialogo tra arte e formazione, tra esperienza estetica e pensiero critico. “Terre di confine” si configura così come un invito a interrogare il presente attraverso il linguaggio della pittura, senza semplificazioni.
Foto, Bruno Zanatta