Nuova sinergia tra territori e ricerca internazionale nel segno della sostenibilità. Dal 2018 è attivo un accordo di collaborazione tra la Provincia autonoma di Bolzano e la Riserva della Biosfera MAB UNESCO Monte Peglia, che punta a rafforzare il dialogo istituzionale e a sviluppare iniziative comuni sui temi ambientali e climatici.
In questo contesto, la Giunta provinciale ha recentemente concesso il patrocinio al progetto di ricerca “PEACE”, promosso dalla stessa Riserva umbra, su iniziativa dell’assessore provinciale all’Ambiente, alla Protezione del clima e della natura Peter Brunner.
“Le catastrofi climatiche e il cambiamento climatico non conoscono confini provinciali”, ha sottolineato Brunner. “L’interesse della Provincia in questa cooperazione risiede soprattutto nell’acquisizione di conoscenze scientifiche utili per rafforzare le politiche di sostenibilità e resilienza”.
Il progetto PEACE – acronimo di Psychometric Evaluation for Awareness and Connection with the Environment – si concentra sullo studio della resilienza delle popolazioni di fronte agli effetti sempre più frequenti della crisi climatica. L’obiettivo è fornire strumenti utili per affrontare situazioni di stress legate a emergenze ambientali, promuovendo consapevolezza, coesione sociale e fiducia nella scienza.
“Si tratta di un’iniziativa che mira a rafforzare la capacità delle comunità di reagire alle incertezze climatiche, favorendo una maggiore responsabilità ambientale e sociale”, ha spiegato Marcella Morandini, incaricata speciale UNESCO per la Provincia.
Anche il presidente della Riserva della Biosfera MAB UNESCO Monte Peglia, Francesco Paola, e la coordinatrice scientifica del progetto, la docente Monica Mazza, hanno evidenziato il valore della collaborazione internazionale, sottolineando il ruolo dell’Alto Adige nella rete dei territori UNESCO e il contributo già avviato con realtà come EURAC Research.
Le riserve della biosfera fanno parte di una rete globale impegnata nella realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il progetto PEACE è inoltre l’unico in Italia inserito nell’“International Decade of Sciences for Sustainable Development” dell’UNESCO e si è classificato tra i primi venti a livello mondiale tra i progetti finanziati.
Un’iniziativa che conferma come la sfida climatica non sia solo ambientale, ma anche sociale, culturale e scientifica: una sfida che si affronta insieme, oltre ogni confine.
Foto, Peter Brunner/c-Fabio Brucculeri