Merano chiama Europa: la letteratura entra in finale

Il Premio Letterario Internazionale Merano-Europa entra nel vivo della sua XVI edizione e accende i riflettori sui finalisti delle sezioni narrativa in lingua italiana e tedesca, confermandosi ancora una volta come uno dei pochi riconoscimenti capaci di costruire un vero ponte culturale tra due tradizioni letterarie che convivono e dialogano nello stesso spazio europeo.

Il concorso, promosso dall’Associazione culturale Passirio Club ODV, si distingue infatti per la sua natura “di confine” e di connessione: non solo premia la qualità letteraria, ma mette in relazione due mondi editoriali – quello italiano e quello tedesco – e dedica inoltre un’attenzione specifica alla traduzione poetica, rafforzando la dimensione plurilingue che caratterizza l’Alto Adige/Südtirol.

Per la sezione italiana sono stati selezionati Saverio Gangemi con Calùra (Rubbettino editore), Pippo Russo con L’estate di Totò Schillaci (DeriveApprodi) e Piera Ventre con Stella randagia (NN Editore), tre opere molto diverse per stile e immaginario, ma accomunate dalla capacità di restituire con sguardo originale realtà, memoria e trasformazioni sociali.

Sul fronte tedesco, la rosa dei finalisti comprende Dimitre Dinev con Zeit der Mutigen (Kein & Aber), Didi Drobna con Ostblockherz (Piper) e Vernesa Berbo con Der Sohn und die Schneeflöckchen (Frankfurter Verlagsanstalt), autori e autrici che si muovono tra storie personali e grandi scenari europei, esplorando identità, migrazioni e fragilità contemporanee.

La selezione è il risultato del lavoro di due giurie specializzate che hanno esaminato oltre settanta romanzi pubblicati nel 2025, segno di un premio che continua a crescere in partecipazione e attenzione da parte dell’editoria internazionale. Le opere italiane sono state valutate da Alessandro Gazzoli, Giuliano Geri, Mariagrazia Mazzitelli e Anna Vallerugo, mentre per la sezione tedesca hanno lavorato Ferruccio Delle Cave, Sepp Mall, Ingrid Runggaldier e Michael Scholz, in un confronto che unisce competenze critiche e sensibilità letterarie differenti.

Accanto alla narrativa, il Premio ha già assegnato il riconoscimento per la sezione poesia tradotta: il vincitore è Riccardo Held con Rainer Maria Rilke, I sonetti a Orfeo (Mondadori), scelto dal Comitato scientifico composto da Stefano Zangrando, Valentina Di Rosa e Theresia Prammer.

Grande soddisfazione è stata espressa dai promotori del premio. Il presidente dell’Associazione Passirio Club, Enzo Coco, ha sottolineato come la qualità e la partecipazione crescente delle case editrici italiane e straniere confermino il ruolo ormai consolidato del Premio nel panorama letterario europeo, mentre il presidente di giuria Aldo Mazza ha evidenziato la forte valenza culturale dell’iniziativa come spazio di incontro reale tra lingue e visioni del mondo.

Il percorso ora prosegue verso la giornata conclusiva del 6 giugno 2026, quando al Pavillon des Fleurs di Merano, alle ore 11, i finalisti si ritroveranno per la proclamazione dei vincitori. Sarà la giuria popolare, composta da cinquanta lettrici e lettori per ciascuna sezione selezionati dalle biblioteche del Trentino-Alto Adige, a esprimere il verdetto finale attraverso votazione pubblica.

Un meccanismo che restituisce centralità al lettore e rafforza il carattere partecipativo del premio, trasformando la scelta del vincitore in un vero atto collettivo di lettura condivisa.

In palio, oltre al riconoscimento simbolico, anche premi in denaro: 1.000 euro per ciascun finalista delle sezioni narrative, 5.000 euro al vincitore e 4.000 euro per il vincitore della poesia tradotta.

Nel frattempo, il Premio Merano-Europa si conferma non solo come competizione letteraria, ma come spazio culturale vivo, in cui la letteratura diventa linguaggio comune e occasione di dialogo tra identità diverse. Una “finestra europea” che da Merano guarda al futuro dei libri e delle storie.

Foto, Aldo Mazza