



C’è una mostra, nel cuore di Bolzano, che non si limita a farsi guardare: chiede di essere attraversata. E il pubblico lo ha capito. Giorno dopo giorno, alla Galleria dell’Associazione degli artisti di via Bottai, cresce l’interesse attorno a un percorso espositivo che unisce visione, pensiero e suggestione interiore. Un successo che si riflette anche nei riscontri della critica, attenta a cogliere la profondità di un dialogo artistico tutt’altro che scontato.
Protagonisti sono Domenico Cuccia e Maurizio Adami, due artisti che parlano linguaggi diversi ma convergenti. Cuccia lavora sul colore come esperienza viva, instabile, quasi sfuggente: nelle sue opere non è mai solo superficie, ma vibrazione, percezione, qualcosa che cambia a seconda di chi guarda. Il colore diventa così una domanda aperta, più che una risposta, e accompagna lo spettatore in un territorio dove vedere significa anche interrogarsi.
Accanto a questa ricerca, le opere di Adami introducono una dimensione simbolica e narrativa più esplicita, ma non meno intensa. Il suo lavoro affonda nelle grandi visioni del tempo e della spiritualità, richiamando l’antica concezione ciclica dei Veda. Dall’età dell’oro fino all’attuale fase segnata da smarrimento e materialismo, il suo racconto visivo invita a riconoscere una perdita, ma anche una possibilità: quella di ritrovare, dentro di sé, una luce nascosta.
È proprio l’oro, nelle sue infinite sfumature, a fare da ponte tra i due percorsi. Non più solo materia preziosa o simbolo di ricchezza, ma traccia di qualcosa di più profondo, quasi una memoria interiore. Nelle opere esposte, questa tonalità sembra emergere e scomparire, come se fosse lì per essere cercata, più che semplicemente osservata.
Chi entra in mostra si trova così coinvolto in un’esperienza che non è soltanto estetica. È un invito a rallentare, a guardare davvero, a lasciarsi interrogare. Forse è proprio questo il motivo del successo che sta accompagnando l’esposizione: la capacità di parlare a livelli diversi, toccando tanto la sensibilità quanto il bisogno, sempre più diffuso, di significato.
La mostra è visitabile fino a sabato 28 marzo 2026 presso la Galleria dell’Associazione degli artisti, in via Bottai 4 a Bolzano. Gli orari di apertura sono al mattino dalle 10:00 alle 12:00, e al pomeriggio dalle 16:00 alle 19:00. Un’occasione ancora per poco per immergersi in un dialogo artistico che lascia il segno.
Foto, Maurizio Adami e Domenico Cuccia