Fare squadra per contare di più. È questo lo spirito con cui è stata approvata la nuova convenzione “Alps Benchmarking”, l’iniziativa che riunisce le Camere di commercio e le Unioni regionali dell’Arco alpino con l’obiettivo di rafforzare collaborazione, confronto e scambio di buone pratiche tra territori di montagna.
La prima riunione dell’anno si è svolta ieri a Palazzo Roccabruna, a Trento, su iniziativa della Camera di commercio trentina. Al tavolo i rappresentanti delle Camere di commercio di Bolzano, Cuneo, Monte Rosa Laghi Alto Piemonte, Pordenone-Udine, Riviere di Liguria Imperia La Spezia Savona, Sondrio, Torino, Trento, Treviso-Belluno, Valle d’Aosta e Venezia Giulia Trieste Gorizia, insieme a Unioncamere Lombardia e Unioncamere Piemonte.
Il rilancio del progetto porta una firma altoatesina. È stata infatti la Camera di commercio di Bolzano a proporre di riattivare e rafforzare il percorso di collaborazione già sperimentato in passato tra le realtà camerali alpine. Un segnale chiaro: le sfide delle Terre alte non si affrontano in solitaria.
Dopo i saluti istituzionali di Andrea De Zordo, presidente della Camera di commercio di Trento, e di Michl Ebner, presidente dell’ente camerale bolzanino, il segretario generale Alfred Aberer ha illustrato i contenuti della nuova convenzione. L’obiettivo comune è promuovere una politica economica favorevole alle imprese, rafforzare la collaborazione tra aziende, incentivare il networking e sostenere lo sviluppo dei territori montani.
«La convenzione Alps Benchmarking è uno strumento che ci permetterà di fare massa critica e di avere più peso in ambito europeo», hanno sottolineato De Zordo ed Ebner. Non solo scambio di dati statistici e modelli di sviluppo, ma anche formazione, dialogo con i decisori politici nazionali ed europei e confronto con le Camere di commercio estere attive nelle aree limitrofe. In altre parole: rete, visione comune e capacità di incidere.
Il focus tematico del primo incontro 2026 è stato dedicato alla demografia nei territori alpini, un tema che tocca direttamente anche l’Alto Adige. Gli studi presentati dagli Uffici ricerca degli enti coinvolti hanno evidenziato una tendenza chiara: senza interventi mirati, il calo demografico nelle Terre alte rischia di accentuarsi, con ripercussioni su servizi, imprese e coesione sociale.
Dalla distribuzione della popolazione residente alle dinamiche imprenditoriali, le analisi hanno mostrato come le aree montane vivano trasformazioni profonde. Se da un lato arretrano alcuni settori tradizionali, dall’altro crescono servizi e turismo, mentre l’agricoltura continua a rappresentare un pilastro fondamentale. Tuttavia, la competitività dei territori alpini dipende sempre più da politiche mirate, investimenti strutturali e servizi adeguati, capaci di ridurre le asimmetrie e valorizzare le specificità locali.
Tra le proposte emerse, particolare attenzione è stata dedicata agli strumenti per contrastare lo spopolamento: rigenerazione dell’abitare, potenziamento dei servizi di prossimità, connettività digitale, presidio scolastico, attrazione di nuovi talenti e sviluppo delle filiere locali. Un approccio integrato che supera soluzioni standardizzate per puntare su strategie cucite su misura per ogni territorio.
Per Bolzano, la partita è strategica. In un contesto europeo dove le regioni alpine competono ma condividono criticità simili, Alps Benchmarking diventa un laboratorio permanente di confronto. Un modo per trasformare la fragilità geografica in forza cooperativa. Perché nelle Terre alte, più che altrove, fare rete non è un’opzione: è una necessità.
Foto, Michl Ebner, Presidente della Camera di commercio Bolzano Firma convenzione Alps Benchmarking Camere di commercio dell’arco alpino/c-Daniele Panato