Mettere a terra le norme, trasformare le riforme in cantieri, dare risposte concrete a chi lavora e vuole restare in Alto Adige. È questo il filo conduttore del confronto tra CNA Alto Adige Südtirol e l’assessore provinciale allo Sviluppo del Territorio Peter Brunner, che si sono incontrati per fare il punto sulle misure dedicate agli alloggi a prezzi sostenibili.
Al tavolo anche il direttore di dipartimento Alexander Gruber e, per CNA, il presidente Cristiano Cantisani con Rodolfo Gabrieli, alla guida di CNA Costruzioni. L’obiettivo condiviso è chiaro: concretizzare al più presto tutte le misure normative varate negli ultimi anni dalla Provincia di Bolzano per rispondere alla crescente tensione abitativa, particolarmente forte nei centri di fondovalle.
CNA ha ribadito il giudizio positivo sulla Riforma Abitare, approvata lo scorso anno per alleggerire la pressione sul mercato immobiliare. Ma, avverte Cantisani, il tempo è un fattore decisivo. «Con 60-70 mila pensionamenti previsti nei prossimi 15 anni secondo le stime del Servizio Mercato Lavoro della Provincia e senza alloggi a prezzi sostenibili per chi arriva da altre regioni, la nostra economia è destinata al collasso», ha sottolineato. Da qui l’impegno a monitorare passo dopo passo l’applicazione della riforma, pronti – se necessario – a proporre correttivi per massimizzarne l’efficacia.
Nel confronto sono emerse anche possibili strade operative. Una riguarda i piccoli proprietari di immobili non residenziali, che potrebbero essere incentivati a convertirli in abitazioni, a fronte di una cornice meno rigida sul convenzionamento permanente oppure grazie a incentivi e sgravi fiscali capaci di compensare i canoni calmierati previsti dalla Provincia. Un’altra ipotesi è quella di investimenti in forma consortile da parte delle piccole e medie imprese, sfruttando le agevolazioni previste dalla riforma.
Non meno delicato il tema degli alloggi temporanei per lavoratori. CNA ha evidenziato le difficoltà applicative per le aziende di dimensioni ridotte, penalizzate dai limiti di cubatura. Cantisani ha riproposto l’estensione da uno a tre anni del periodo massimo di occupazione da parte dello stesso lavoratore e ha avanzato l’idea di aggregare i diritti di riconversione di cubatura in capo a un soggetto unico, così da realizzare strutture dedicate nelle zone produttive, dotate di servizi adeguati e ricavate – ove possibile – dal recupero di aree o edifici dismessi, senza consumo di nuovo suolo agricolo.
Il confronto si è allargato anche alla pianificazione urbanistica e alla necessità di ampliare le zone produttive, soprattutto nel fondovalle. Secondo CNA, il libero mercato dei terreni finisce per escludere sistematicamente le piccole e medie imprese, incapaci di competere con la speculazione immobiliare. Tra le soluzioni rilanciate, il ritorno all’acquisizione di terreni da parte della Provincia da rimettere a bando a prezzi calmierati.
Temi, questi, già affrontati nei mesi scorsi anche con l’assessorato provinciale allo Sviluppo Economico. Ora la richiesta è di accelerare. Perché casa e lavoro, in Alto Adige, non possono più viaggiare su binari separati: garantire alloggi sostenibili significa difendere la competitività del territorio e la sua coesione sociale.
Foto, da sinistra Felice Espro (vicedirettore CNA), Rodolfo Gabrieli (presidente CNA Costruzioni), Cristiano Cantisani (presidente CNA Alto Adige Südtirol), l’assessore provinciale Peter Brunner, il direttore di dipartimento Alexander Gruber e Davide Tondo (funzionario CNA)