In un contesto globale attraversato da tensioni commerciali, dazi statunitensi, instabilità geopolitica e da una congiuntura europea fragile – con la Germania in evidente difficoltà – il sistema industriale dell’Alto Adige dimostra solidità, visione e capacità di generare valore reale. A certificarlo è il Bilancio Sociale 2025 di Confindustria Alto Adige, elaborato sui bilanci aziendali depositati presso la Camera di Commercio e presentato a Bolzano oggi, 29 dicembre 2025.
I numeri parlano con chiarezza: anche in uno scenario complesso, le imprese associate hanno affrontato con successo un anno impegnativo, confermando un contributo decisivo allo sviluppo economico e sociale della provincia. Un motore silenzioso, ma potente, che continua a produrre crescita, occupazione e risorse per la collettività.
“I risultati economici, occupazionali e fiscali confermano il ruolo centrale delle nostre imprese per l’Alto Adige: creano valore aggiunto, garantiscono retribuzioni più elevate della media, esportano nel mondo e versano risorse fondamentali per sostenere servizi pubblici e welfare”, sottolinea il Presidente di Confindustria Alto Adige, Alexander Rieper. “Assicurare il successo delle imprese significa costruire un futuro migliore per tutti: una buona politica economica è, allo stesso tempo, una buona politica sociale”.
Le 495 imprese associate occupano oltre 56.000 persone, più di 42.000 delle quali lavorano in Alto Adige. In termini concreti, quasi un dipendente privato su quattro della provincia è impiegato in un’azienda aderente a Confindustria Alto Adige: un numero che supera l’intera popolazione di Merano. Ma non è solo la quantità a distinguere questo sistema produttivo, bensì soprattutto la qualità del lavoro offerto.
Il costo del lavoro e le retribuzioni risultano superiori del 40% alla media provinciale e, nell’ultimo decennio, sono cresciuti più dell’inflazione. Nel manifatturiero industriale, quasi il 90% dei contratti è a tempo indeterminato, contro il 72% della media provinciale e il 79% del settore pubblico. Un dato che racconta stabilità, investimento sulle persone e fiducia nel futuro.
Il manifatturiero rappresenta circa un quarto del PIL altoatesino, sostenuto da livelli di produttività elevati e da una forte vocazione internazionale. Le imprese associate generano il 64,1% dell’export provinciale e portano prodotti e servizi altoatesini in oltre 170 Paesi. Con più di 138.000 euro di valore aggiunto per occupato, la produttività è superiore alla media locale e in linea con le regioni europee più avanzate, creando le condizioni per salari più alti e investimenti di lungo periodo.
Anche il contributo alle finanze pubbliche è rilevante. Nel solo 2024, tra Ires, Irap e Irpef sulle retribuzioni, le imprese associate hanno generato oltre 1,3 miliardi di euro di gettito fiscale: una cifra pressoché equivalente all’intero stanziamento per il capitolo istruzione del Bilancio provinciale 2026.
“Rappresentiamo circa l’1% delle imprese altoatesine, ma garantiamo un quarto del PIL e dell’occupazione dipendente, due terzi dell’export e una quota rilevante del gettito fiscale”, conclude Rieper. “Tutto questo utilizzando appena lo 0,3% del territorio provinciale, corrispondente alle zone produttive. È la dimostrazione concreta di quanto industria, competitività e benessere collettivo siano profondamente interconnessi”.
Un valore che spesso non fa rumore, ma che continua a sostenere, giorno dopo giorno, l’economia e la coesione sociale dell’Alto Adige.
Foto, Alexander Rieper