Dal palco di Atreju, la storica manifestazione della destra italiana, arriva un messaggio politico forte e identitario. A lanciarlo è Marco Galateo, presidente provinciale di Fratelli d’Italia e primo vicepresidente della Provincia di Bolzano espressione della destra nella storia dell’autonomia altoatesina. Un intervento che ha assunto i toni del riscatto politico e simbolico degli italiani dell’Alto Adige, per anni – secondo Galateo – relegati ai margini del dibattito e oggi finalmente protagonisti di un progetto nazionale di governo.
La partecipazione di Galateo ad Atreju è stata presentata come un’immagine carica di significato: la rivincita di una comunità che “ha resistito in silenzio” e che ora trova rappresentanza e voce all’interno di una forza politica che guida il Paese. «Io questa avventura l’ho iniziata nel 2001, con i primi Atreju. Oggi torno su questo palco da Bolzano come il primo vicepresidente della Provincia di destra nella storia. È una cosa che mi emoziona profondamente», ha dichiarato, tra gli applausi della platea. Un risultato che Galateo ha attribuito alla leadership di Giorgia Meloni e al lavoro collettivo di Fratelli d’Italia.
Nel suo intervento, il presidente provinciale di FDI ha rivendicato con forza l’identità degli italiani dell’Alto Adige. «Gli italiani di Bolzano sono italiani veri, tutti, indipendentemente dalla loro madrelingua e nel rispetto della loro identità», ha affermato, ricordando gli anni in cui esponenti politici da tutta Italia arrivavano sul territorio per ribadire l’italianità dell’Alto Adige. «Oggi quel coraggio si è trasformato in governo, quell’impegno è diventato futuro», ha aggiunto, sottolineando il passaggio da una stagione di confronto acceso a una di dialogo istituzionale.
Il momento più netto del discorso è arrivato quando Galateo ha rivendicato la traiettoria della destra italiana: «Ci volevano zitti, ai margini. Non è successo. Non succederà mai. La destra ha resistito con le unghie e con i denti, è rimasta ferma nei valori ed è diventata moderna nelle azioni. Oggi governa perché non ha mai piegato la testa».
Non sono mancati i riferimenti all’azione amministrativa in Alto Adige, con particolare attenzione alle politiche giovanili. Galateo ha richiamato l’aumento del sostegno scolastico per i ragazzi tutelati dalla legge 104 e i progetti “Pit Stop” e “Trova il tuo spazio”, pensati per offrire percorsi educativi alternativi agli studenti sospesi. Iniziative che hanno ottenuto anche il patrocinio del Ministero della Gioventù e che, ha annunciato, verranno presentate al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara nel mese di febbraio.
Uno sguardo è stato rivolto anche al futuro economico del territorio. «Non possiamo immaginare il domani se non prepariamo i giovani a fare impresa e li sosteniamo nel confronto con il mondo», ha detto Galateo, ribadendo l’impegno a difendere le aziende locali e a tradurre valori e idee in azioni concrete sul piano dello sviluppo e della competitività.
L’intervento si è chiuso con un finale fortemente identitario, accolto con entusiasmo dal pubblico di Atreju: «Grazie per il viaggio che faremo da oggi in poi, insieme. Viva Giorgia Meloni! Viva l’Italia! Viva Fratelli d’Italia!». Un epilogo che conferma come Atreju resti, per la destra italiana, non solo un evento politico ma un vero e proprio rito di appartenenza e rilancio.