Quando il calcio diventa memoria civile: a Bolzano debutta “Marianella Garcia Villas, soltanto per amore”

Lo sport come specchio della società, il teatro come spazio in cui far risuonare voci dimenticate. Lunedì 15 dicembre alle 19, il palco del Centro Culturale Lovera di Bolzano accoglie “Marianella Garcia Villas, soltanto per amore”, nuovo studio scenico della compagnia ControTempoTeatro inserito nel percorso di WeFairPlay in teatro, l’iniziativa del GS Excelsior che utilizza il linguaggio scenico per raccontare storie vere di sport e valori umani. Dopo la positiva sperimentazione dello scorso anno, WeFairPlay torna così ad abitare la scena con un lavoro che intreccia calcio, memoria civile e resistenza non armata, rievocando una delle partite più clamorose della storia dei Mondiali – il 10-1 subito da El Salvador contro l’Ungheria nel 1982 – e la testimonianza coraggiosa di Marianella García Villas, avvocata dei poveri e presidente della Commissione per i Diritti Umani, assassinata dal regime militare salvadoregno nel 1983.

Lo spettacolo accosta due piani narrativi solo in apparenza lontani: da un lato la nazionale salvadoregna travolta ai Mondiali di Spagna, dall’altro la storia di García Villas e la presenza luminosa dell’arcivescovo Oscar Romero, ucciso nel 1980 per aver denunciato la violenza del governo. Ne emerge il ritratto di un Paese in guerra, in cui il calcio diventa lente attraverso cui osservare le fratture sociali, le ingiustizie e le speranze collettive. «Raccontare Marianella e Romero dentro una partita significa ricordare che lo sport non è mai solo gioco, ma coscienza e responsabilità» spiegano Flora Sarrubbo e Lucas Joaquin Da Tos Villalba, fondatori di ControTempoTeatro, che firmano e interpretano lo spettacolo. «Il dialogo con WeFairPlay è naturale: il progetto ci permette di portare queste storie a chi vive lo sport ogni giorno, trasformando il palco in un luogo di fair play, ascolto e memoria condivisa». L’ingresso alla serata è libero.

Come già nelle precedenti edizioni, il progetto dedica un’attenzione speciale al mondo della scuola. La mattina del 15 dicembre lo spettacolo sarà presentato in esclusiva alle scuole superiori di Bolzano. «Capire come studentesse e studenti reagiscono ai temi etici che proponiamo è fondamentale» sottolinea Valter Vezzù, presidente del GS Excelsior. «Crediamo nel confronto tra generazioni e nella capacità del teatro di aprire spazi di discussione sincera».

La messa in scena utilizza suoni, immagini e voci registrate per costruire un percorso emotivo che unisce il racconto sportivo alla ricostruzione della dittatura salvadoregna. La drammaturgia si basa su testi dedicati a Marianella e Romero – tra cui i lavori di Raniero La Valle, Anselmo Palini e Francesco Comina – oltre a documenti d’epoca, articoli, reportage e interviste. Sullo sfondo si intravede la stagione della teologia della liberazione, che negli anni ’70 e ’80 animò movimenti contadini e comunità di base in tutta l’America Latina.

Protagonisti del lavoro sono Flora Sarrubbo, diplomata alla Scuola “Paolo Grassi” di Milano, attrice, regista e drammaturga con un’ampia esperienza nel teatro bolzanino, e Lucas Joaquin Da Tos Villalba, formatosi in Argentina e in Italia tra teatro di maschera, narrazione e progetti educativi. Insieme guidano la cooperativa ControTempoTeatro, attiva nella città e nella provincia.

Lo spettacolo del 15 dicembre si inserisce all’interno delle iniziative di WeFairPlay, progetto che in Alto Adige promuove una cultura sportiva fondata su correttezza, inclusione e responsabilità sociale. Con la declinazione “in teatro”, il progetto esce dagli spogliatoi e dai campi da gioco per raggiungere un pubblico più ampio, invitando comunità sportive, famiglie e studenti a riflettere sulle connessioni tra sport, diritti umani e memoria. Una serata che promette di restituire al calcio – e al teatro – la loro dimensione più autentica: quella capace di interrogare la realtà, generare empatia e rinnovare il senso di una partecipazione civile.