«Fra(M)menti d’Autore», un omaggio luminoso alla grande canzone italiana e… molto più di un concerto

Foto, il gruppo al completo, durante le prove/c-Stefano Grassi

Il meglio del cantautorato italiano in scaletta, cinque musicisti istrionici sul palco, la accattivante formula dell’ingresso libero: tante le buone ragioni per non perdersi «Fra(m)menti d’Autore», la performance a base di musica d’autore che intreccerà fra loro musica, parole e immagini.

Sale l’attesa per il concerto-evento a ingresso libero «FRA(M)MENTI D’AUTORE», in programma sabato 13 dicembre al Teatro di San Giacomo con inizio alle ore 20. Una performance forse unica nel suo genere, ideata dai musicisti Domenico Laratta e Francesco Basciu nell’intento di focalizzare la bellezza e il pregio del repertorio cantautorale italiano.

Battisti, Bennato, Dalla, De Gregori, De André, Pino Daniele, Paolo Conte: questi e svariati altri sono i nomi che occhieggiano, a livello autorale, dalla scaletta musicale del concerto. Nomi a cui solo la sera di sabato 13 dicembre sarà possibile associare i brani selezionati, già presagendo che saranno di forte presa.

Un’idea sui contenuti del bellissimo progetto se l’è fatta certamente chi ha avuto modo di assistere al doppio prologo del ‘live’: due appuntamenti distanziati nel tempo, negli ultimi due anni, a cura della stessa organizzazione che propone l’evento quest’anno, e cioè il Centro culturale San Giacomo. Ne erano risultate due serate da brivido; peccato solo che l’ambientazione intima, sicuramente idonea per molti versi alla tipologia di esecuzioni, non abbia consentito di accogliere a livello di spazi tutto il pubblico interessato, lasciando molti a bocca asciutta.

Non sarà così quest’anno, perché «Fra(M)menti d’Autore» si è conquistato di diritto il palcoscenico del Teatro di San Giacomo.

E non è l’unica novità. Conformando il ‘concept’ alla nuova ambientazione, Laratta e Basciu hanno preso la decisione di  rimodulare l’organico e allargarlo ad altri musicisti.

La band fissa sul palco sarà composta da cinque elementi: un gruppo che lascia presagire professionalità, estro e un sound d’insieme sopraffino, così da potercisi aspettare una serata di musica dal vivo ad alto tasso di coinvolgimento.

Per dirla tutta… sono state velatamente preannunciate anche ulteriori ‘soprese’. Ma, affinché rimangano tali, le bocche su questo aspetto resteranno cucite fino alle ore 20 di sabato.

Di certa vi è la formazione a cinque, e che formazione. Ci saranno naturalmente Domenico Laratta alla voce, alla chitarra acustica, all’armonica, e Francesco Basciu alle chitarre e ai ‘visuals’, posto che le immagini su schermo saranno parte integrante della performance. Ci saranno poi due musicisti d’esperienza e un giovane talento, rispettivamente Andrea Gallesi al contrabbasso e basso elettrico, Giovanni di Vella alla batteria, Simone Soraruf alle tastiere e alla fisarmonica.

Fra i principali obiettivi del progetto artistico, quello di accendere pienamente i riflettori sulla ‘canzone’.

“Canzone come tramite di storie”, spiega Domenico Laratta. “E di momenti di vita, sentimenti e sensazioni, situazioni ad essi intrecciate. Tutti contenuti che, come dimostrato dai tanti artisti che hanno reso e rendono grande la musica italiana, riescono a fuoriuscire – e a emozionare il ‘percettore’ – anche facendo perdere alla parola le caratteristiche della prosa e associandola invece alla musica”.

Il pensiero corre al repertorio di cantautori che fanno parte, a ben guardare, del ‘bagaglio’ di molti di noi, come quelli appunto inseriti nella scaletta di quest’anno: Battisti, Bennato, Dalla, De Gregori, De André, Pino Daniele, Paolo Conte e molti altri.

Con ciò abbiamo già scoperto due concetti prioritari, all’interno del concept: ‘canzone’, ‘parole’.

Ce n’è un terzo, ed è: ‘filo conduttore’.

“Quest’anno abbiamo scelto di ricondurre tutti i brani della scaletta a un tema particolarmente sfaccettato: «ChiaroScuro»”, ci anticipa Francesco Basciu. “Siamo partiti dal presupposto che la vita non è mai solo luce, né soltanto ombra: è l’incontro delle gradazioni infinite che vivono tra il bianco e il nero. E di queste sfumature il repertorio cantautorale è pregno. Ricercare brani che, all’interno del bacino di riferimento, richiamassero questi aspetti, queste contrapposizioni, queste gradazioni, è stato stimolante. E oltretutto ci ha agevolati nel trovare canzoni che, esprimendo punti di osservazione e tematiche appunto differenti, si sposassero anche a una varietà di stili musicali, col risultato di ottenere una scaletta capace – crediamo – di intercettare vari gusti e varie sensibilità rispetto ai ritmi e ai suoni, oltre che ai contenuti tematici.”

Qualche anticipazione sulle canzoni previste?
“In realtà non vorremmo calare troppe carte prima del concerto: ci piace l’idea che il pubblico scopra i brani al momento”, nicchiano.

Poi si lasciano andare a un’anticipazione:

“Ci sarà «Titanic» di Francesco De Gregori, un brano trascinante sotto il profilo musicale ed emblematico nei suoi significati a livello di testo, dalla forza evocativa e simbolica.

Nel doppio prologo ci avete abituati anche a ‘pillole’ parlate, che hanno esercitato un innegabile appeal sul pubblico. Questo aspetto sarà confermato?

“Rimane sicuramente e vuole continuare a connotare la proposta; in fase di prove stiamo però lavorando a un’interazione un po’ diversa tra la parola parlata e la musica, con spazi più definiti dedicati ora all’una, ora all’altra.”

 Tornando ai concetti-chiave: dopo ‘canzone’, ‘parole’ e ‘filo conduttore’ eccone un altro, l’ultimo, ed è ‘complicità’.

“Esatto, e in due declinazioni. Da un lato c’è la complicità che abbiamo inteso creare all’interno del gruppo. Non è un caso se la scelta dei nuovi componenti la band l’abbiamo operata puntando molto su una condivisione di intenti, di visione. Di fatto, con Andrea, Giovanni e Simone si sta creando un bell’amalgama. E partendo da questo presupposto, l’intendimento a cui stiamo lavorando è di riuscire a rimandare verso lo spettatore non una mera riproposizione sonora: ma una sensazione d’insieme che faccia… viaggiare.

L’altro aspetto vuole essere proprio la complicità tra noi e lo spettatore. In tal senso ci piace pensare a un pubblico pronto a lasciarsi avvolgere, catturare, trasportare assieme a noi su un comune tappeto immaginario di emozioni condivise.”

Su questa intensa prospettiva, le anticipazioni si fermano: per lasciare ampio margine al piacere di vivere il mood dello spettacolo direttamente sulla pelle.

Appuntamento quindi al Teatro di San Giacomo sabato 13 dicembre 2025; inizio alle ore 20 e ingresso libero.
Info: culturasangiacomo@gmail.com

Foto, Francesco Basciu e Domenico Laratta/c-Stefano Odorizzi