UIL: «Aumenti automatici ai politici? Priorità ai lavoratori, non agli automatismi»

La UIL prende atto della netta contrarietà delle opposizioni e ribadisce la propria posizione: introdurre meccanismi di adeguamento automatico mentre ai lavoratori si chiede ancora di attendere i rinnovi contrattuali rappresenta un segnale profondamente sbagliato e mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Come sottolinea il segretario Mauro Baldessari, la politica non può pensare a incrementi indicizzati mentre per dipendenti pubblici e privati si invocano vincoli e prudenza. «Ogni euro destinato alla politica deve essere giustificato e discusso pubblicamente. Nessun automatismo, nessun ricatto diretto o indiretto. Prima vengono i lavoratori e i servizi ai cittadini».

La UIL chiede un confronto trasparente, pubblico e totalmente slegato da ogni partita contrattuale, ricordando che la credibilità istituzionale si misura su salari reali, potere d’acquisto e qualità dei servizi, non sull’adeguamento automatico delle indennità.

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UIL – Posizione sulla proposta di aumenti automatici agli stipendi dei politici. La UIL prende atto del netto rifiuto delle opposizioni alla proposta del Presidente Kompatscher sugli aumenti automatici delle indennità dei politici. Una bocciatura che non sorprende: introdurre meccanismi di adeguamento automatico mentre ai lavoratori si chiede ancora di attendere i rinnovi contrattuali significa alimentare una distanza già profonda tra istituzioni e cittadini. È una misura inopportuna nel metodo e nel merito. Le retribuzioni della politica devono essere regolate da criteri trasparenti, verificabili e soprattutto discussi pubblicamente. Non da automatismi che scattano mentre interi comparti attendono riconoscimenti dovuti. Interviene il segretario UIL, Mauro Baldessari: «Il messaggio che arriva ai lavoratori è devastante: per i dipendenti pubblici e privati si parla di vincoli, prudenza, sostenibilità, mentre per la politica si immaginano incrementi automatici. È una contraddizione che rischia di bruciare la fiducia. I contratti non si negoziano con un occhio al bilancio e l’altro alle indennità del Consiglio. La UIL non accetta alcun ricatto diretto o indiretto. Prima vengono i lavoratori e i servizi ai cittadini. E lo diciamo con chiarezza: ogni euro destinato alla politica deve essere giustificato, spiegato e proporzionato alla responsabilità istituzionale, non inserito in meccanismi automatici». La UIL ribadisce che la priorità rimangono i salari reali, l’erosione del potere d’acquisto, gli organici insufficienti nei servizi essenziali e la qualità del lavoro pubblico. La credibilità delle istituzioni passa da qui, non dagli adeguamenti indicizzati delle proprie indennità. Chiediamo un confronto pubblico, trasparente e slegato da qualunque partita contrattuale. La fiducia si costruisce solo così.

Foto, Mauro Baldessari