Con Oberlinger alla direzione dell’orchestra europea barocca si apre il 10 agosto il cartellone di musica antica del Bolzano Festival Bozen. Sei concerti per tutti gli appassionati di strumenti storici, nei luoghi più suggestivi della città.
È iniziato il conto alla rovescia per un nuovo tuffo nella storia, un salto a ritroso di tre o quattro secoli. Sta per ricominciare ANTIQUA, la rassegna su strumenti originali del Bolzano Festival Bozen che come un portale dimensionale ci riporta nelle città del Sei e Settecento, facendoci ascoltare come veniva eseguita e come suonava la musica rinascimentale e barocca nel preciso momento in cui veniva composta.
Sei concerti ospitati in tre affascinanti luoghi storici della città: Castel Mareccio, Palazzo Mercantile e la Vecchia Chiesa Parrocchiale di Gries. A curare la rassegna inserita nel ricco programma estivo di Bolzano, Città Creativa della Musica UNESCO, è l’organista, clavicembalista e direttore d’orchestra Claudio Astronio, che quest’anno propone di esplorare i paesaggi sonori di quelle che erano le “città della musica” del passato.
Si inizia così il 10 agosto, a Castel Mareccio alle ore 20:30, con la European Union Baroque Orchestra diretta dalla flautista Dorothee Oberlinger, solista di fama internazionale esperta di musica antica, vincitrice di numerosi premi come Opus Klassik, Echo Klassik, Diapason d’Or, ICMA e il Telemann Prize.
Il programma dal titolo Concertare ricostruisce una panoramica di pochi ferventi decenni, nella prima metà del Settecento, in cui un manciata di grandi compositori nelle loro rispettive città contribuiscono a dare una forma compiuta e totalmente nuova al concerto barocco ed in particolare al concerto solista, ponendo le premesse per lo sviluppo di tutta la musica classica.
Immaginiamo ad esempio Antonio Vivaldi, il Prete Rosso – di cui viene eseguito il Concerto per flautino in Do maggiore – nella sua Venezia ricca e brulicante, dove a più riprese diresse l’Ospedale della Pietà, in cui le orfanelle venivano educate allo studio della musica diventando spesso delle eccezionali virtuose. Molti suoi concerti per strumento solista furono scritti per queste strumentiste e da loro eseguite in prima battuta, in forme nuove e appunto “concertanti”, che prevedevano un nuovo modo di concepire il dialogo tra l’orchestra e lo strumento o gruppi di strumenti solisti.
Più o meno contemporaneamente Georg Philipp Telemann sperimentava a Lipsia con le stesse forme scrivendo partiture per il Collegium Musicum, un gruppo di virtuosi da lui costituito. Ascoltiamo qui in programma due suoi concerti per strumento solista, il Concerto per flauto dolce in Do maggiore e il Concerto per tromba in Re maggiore.
Per lo stesso ensemble si trova a scrivere qualche decennio dopo anche il grande Johann Sebastian Bach, che per la corte crea suite di danze alla moda ma rivoluzionarie nella forma – ascoltiamo ad esempio l’Overture Suite in Do Maggiore.
Il concerto si conclude con un ultimo compositore e un’altra città: Londra. Nella Londra del Settecento brilla soprattutto un nome, quello di Georg Friedrich Händel, che pur essendo tedesco visse nella città inglese un periodo di tale successo e riconoscimento da essere considerato inglese d’adozione. Con Eternal source of light divine, che viene eseguito a conclusione di questo programma, scritto per il compleanno della Regina Anna, Händel si guadagnò il favore della corte dando avvio al suo grande successo, che gli permise di portare anche a Londra le novità musicali che stavano circolando in tutta Europa.
Un secondo appuntamento con la musica antica si terrà il 12 agosto, sempre alle 20:30 e ancora a Castel Mareccio. Ne è protagonista Forma Antiqua, entusiasmante formazione delle Asturie, fondata dai fratelli Aarón, Daniel e Pablo Zapico. Il programma ricchissimo ricostruisce il mondo sonoro della Madrid del Settecento, passando dalla musica dei suonatori di strada, strumentisti virtuosi che si cimentavano con improvvisazioni toccatistiche e danze come il fandango, alla musica per i teatri, come sinfonie, ouverture e musiche di scena.
Foto. Dorothee Oberlingen@hemming ross