Al Palazzo Mercantile di Bolzano i concerti di musica da camera della Mahler Academy

Due giornate interamente dedicate alla musica da camera! L’e il 9 agosto i musicisti della Gustav Mahler Academy restituiscono al pubblico bolzanino quanto appreso in più di due settimane di masterclass con insegnanti di fama internazionale. Quattro concerti che scandiranno le due giornate a Palazzo Mercantile, con una proposta musicale che raccoglie brillanti partiture di quell’epoca multiforme e cangiante che è il volgere del secolo tra Otto e Novecento.

Tra Borodin, Čajkovskij, Nielsen e Šostakóvič, l’accademia continua ad esplorare il perimetro di un epoca storica di cui Gustav Mahler è stato protagonista assoluto, sforzandosi di penetrare a fondo nel gusto e nella sensibilità del tempo, grazie ad una ricostruzione filologica delle prassi esecutive e delle abitudini musicali di quel mondo.

Ad imbracciare gli strumenti nella suggestiva cornice del palazzo barocco di via Argentieri sono alcuni tra i più brillanti giovani musicisti e musiciste del mondo, selezionati tra centinaia di candidature pervenute alla Fondazione Busoni-Mahler per questo nuovo biennio di corsi estivi. A lezione da veri “pezzi grossi” come Sir John Eliot Gardiner, Veronika Hagen o Marco Postinghel, gli studenti e le studentesse hanno avuto modo di approfondire il repertorio e prepararsi per questi concerti, oltre che per il programma sinfonico già eseguito sotto la guida di Gardiner.

Si comincia l’8 agosto alle 12:30 con Carl Nielsen, Gustav Mahler e Aleksander Borodin.

Del primo sarà eseguito il Quintetto per fiati op.43, che il compositore scrisse nel 1921 dopo aver sentito quattro membri del Copenhagen Wind Quintet provare la Sinfonia Concertante di Mozart. Il biografo Robert Simpson scrisse che “la passione di Nielsen per gli strumenti a fiato era strettamente legata al suo amore per la natura, la fascinazione per le cose che vivono, che respirano. Inoltre era intensamente interessato ai caratteri umani e nel suo quintetto compose deliberatamente per cinque amici; ogni parte è pensata per calzare l’individualità di ciascuno dei suonatori”.

Di Gustav Mahler verranno invece eseguiti alcuni Lieder dalla sua vasta produzione, interpretati dai cantanti che per la prima volta quest’anno hanno potuto partecipare all’accademia sotto la guida del soprano Camilla Tilling e della pianista Pauliina Tukiainen.

Celebre e quasi smaccatamente romantico è infine il Quartetto per archi n.2 in Re Maggiore di Borodin, i cui temi strappalacrime entreranno nelle orecchie del pubblico per non uscire mai più, in particolare lo struggente Notturno, che al meglio esprime le qualità di questo compositore dall’animo profondamente russo.

La giornata prosegue con il concerto delle 19:00, che oltre a proporre altri Lieder di Mahler offre al pubblico un’esecuzione, che si potrebbe definire piuttosto rara, dello splendido Quartetto per archi in Re Maggiore op. 11 di Pëtr Il‘ič Čajkovskij, che si contraddistingue in particolare per l’Andante cantabile, oggetto di numerose trascrizioni. La melodia deriva da una canzone popolare russa che il compositore aveva raccolto nel 1869 nella campagna di Kamenka, “Vania siede sul divano e fuma una pipa”, un motivo intriso di malinconia.

Il concerto delle 20:30 apre invece con Dmítrij Šostakóvič e i suoi Due pezzi per ottetto d‘archi, Op. 11: Preludio e Scherzo, il terzo numero del catalogo cameristico del compositore e dunque giovanile; vi si respira l’atmosfera di una neonata URSS animata da un’intellighentia culturale vivissima, un vero laboratorio per l’arte del ventesimo secolo.

Una chicca di questo concerto serale sono i Lieder di Jean Sibelius, autore a cui l’edizione dell’accademia di quest’anno ha dedicato un focus particolare. Se ne contano nel complesso circa un centinaio e l’aspetto più interessante è che sebbene Sibelius avesse grande confidenza con gli autori tedeschi, francesi e italiani, il suo è un mondo assolutamente a sé stante, un’identità non contaminata e si potrebbe dire, autenticamente nazionale. Nelle composizioni di Sibelius la tensione drammatica è affidata alla musica più che alle parole; insieme vanno a comporre uno scenario poetico che fonde fiaba e realtà, l’umanità e la Natura.

Il programma si conclude con un capolavoro molto conosciuto, nuovamente di Čajkovskij, il Sestetto per archi Op. 70 Souvenir de Florence. Per quanto nel corso dell’Ottocento l’Italia fosse sostanzialmente incompresa dai russi, tuttavia Čajkovskij ebbe con il nostro paese un rapporto piuttosto stretto, soggiornando più volte a Firenze in una lussuosa villa messa a disposizione dalla sua benefattrice Nadeszda von Meck. Qui compose appunto il sestetto, tra il 1887 e il 1890, che fu però eseguito per la prima volta solo a San Pietroburgo il 24 novembre 1892.

Il 9 agosto alle ore 11:00 un ultimo matinée chiude questo ciclo di incontri cameristici con altri tre capolavori di Sibelius: la versione per settimino del poema sinfonico En Saga, il Quartetto per archi in re minore Op. 56 Voces intimae, ed alcuni dei suoi Lieder.

I biglietti per la lunga estate in musica del Bolzano Festival Bozen sono acquistabili presso le Casse del Teatro Comunale in piazza Verdi 40 a Bolzano (Tel 0471 053800).
Le casse sono aperte secondo i seguenti orari: martedì – venerdì 14:30–19:00, sabato 15:30–19:00.
I biglietti sono acquistabili online sul sito www.ticket.bz.it e via email scrivendo a info@ticket.bz.it

Foto/© Tiberio Sorvillo