ESCLUSIVO. L’Italia rifiuta gli emendamenti voluti dall’OMS: questioni giuridiche e sanitarie

L’Italia ha rifiutato gli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale, emendamenti adottati alla 77ª Assemblea Mondiale della Sanità il 1° giugno 2024. Lo scorso 18 luglio, infatti, il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha inviato al direttore generale dell’OMS, Tedros Ghebreyesus, una comunicazione con cui ha respinto ciò che aveva deliberato l’Assemblea nella primavera dello scorso anno. La decisione del governo italiano è giunta in extremis, proprio nell’ultimo giorno utile per manifestare ufficialmente il dissenso (vigeva la regola del silenzio-assenso). L’adesione agli emendamenti avrebbe dato un’ulteriore spallata alla nostra sovranità sanitaria e comportato conseguenze a catena non prevedibili, sia sotto il profilo giuridico, sia sotto quello sanitario. Un rischio enorme per uno Stato sovrano come l’Italia che, comunque, ha visto perdere a poco a poco parti di sovranità. La decisione del governo -come spiegato in precedenza- è giunta proprio all’ultimo momento. Perché? Quali sono stati i retroscena della vicenda? Per quale motivo l’Italia non ha preso fin da subito le distanze dall’OMS? Quali saranno gli scenari futuri? Ne abbiamo parlato con Rossitza Toneva (presidente dell’associazione ‘Le Verità Nascoste’, economista, nonché manager di fama ed esperta di marketing e comunicazione) e con Laura Teodori (biologa e ricercatrice di spicco nel campo della biologia molecolare e rigenerativa, già docente universitaria e già direttrice di ricerca).

Il rifiuto scritto, da parte del Governo italiano, degli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale rappresenta una vittoria importante per i cittadini. Quali rischi avrebbe corso il nostro Paese in caso di silenzio-assenso?

Rossitza Toneva: “Quando si fa riferimento al Regolamento Sanitario Internazionale è inevitabile parlare anche di cessione di sovranità nazionale. Un regolamento o un trattato è uno strumento che, per ovvie ragioni, ‘ruba’ sempre una parte della sovranità di un Paese. È poi importante capire a chi si cede questa sovranità. Nel caso degli emendamenti entra in gioco l’OMS, un’agenzia che viene finanziata, per l’80%, da contributi volontari, cioè di privati. Proprio per questo si può infatti affermare che, oggi, l’OMS lavori su commesse. Se io, Stato italiano, accettassi l’impostazione delle ulteriori regole tramite gli emendamenti di un Regolamento Sanitario già in vigore, significherebbe perdere altri pezzetti di sovranità. Giusto per dare un’idea numerica di quello che sostengo: gli emendamenti al RSI prevedevano la sostituzione o l’integrazione di interi articoli. Sono stati modificati 29 dei 66 articoli del RSI, inclusi anche gli annex che comprendono le cosiddette “core capacities”, ossia gli obblighi previsti nell’art 19 del RSI. A pagina 16 del RSI, l’Articolo 19 reca il titolo specifico di ‘Obblighi generali’”.

Laura Teodori: “Gli emendamenti avrebbero portato a una nuova definizione del concetto di ‘pandemia’, concetto legato a quello di ‘One Health’. E cioè: l’OMS guidato da Ghebreyesus avrebbe potuto dichiarare lo stato di pandemia anche qualora si fosse verificata una situazione potenzialmente allarmante per la salute dell’uomo. Come, ad esempio, un problema zootecnico oppure, in agricoltura, il mancato uso di determinati anticrittogamici. L’articolo 13, tra l’altro, avrebbe imposto all’Italia di produrre e diffondere prodotti sanitari richiesti dall’OMS”.

Insieme al ‘Comitato No agli emendamenti al RSI’ avete sottolineato il pericolo della mancanza di trasparenza dell’OMS…

R. T.: “Nel comunicato ci siamo soffermati sul ruolo dell’OMS: ‘È cruciale ricordare che l’OMS non è e non dovrebbe essere un organo la cui pertinenza si esaurisce nella sola gestione delle pandemie. Il suo mandato storico e fondamentale comprende, infatti, una visione olistica della salute globale, che include la prevenzione e il trattamento di un’ampia gamma di patologie, incluse quelle mediche, in particolare cardiovascolari, oncologiche e, aspetto non meno importante, quelle psichiche. Questi ultimi ambiti, purtroppo, sembrano essere stati posti in secondo piano rispetto all’attuale focalizzazione sull’emergenza’. Quando una legge nasconde delle insidie, significa che qualcuno vuole fare altro. Siamo riusciti, in maniera rigorosa, a far emergere violazioni e contraddizioni degli emendamenti. L’articolo 44, 2 bis, pag. 30 del Regolamento poneva la questione relativa ai finanziamenti: ogni Stato avrebbe dovuto mantenere o incrementare il sostegno all’OMS. Secondo la nostra Costituzione qualsiasi impegno finanziario va adeguatamente motivato e ratificato, perciò una norma del genere non poteva passare sottobanco”.

L. T.: “Per comprendere i provvedimenti in atto i cittadini non devono fermarsi agli enunciati, di per sé a volte bellissimi, come ad esempio quelli dell’Agenda 2030. Se gli enunciati sono diversi dal percorso che poi seguono e i risultati vanno nella direzione opposta agli enunciati stessi significa che nascondono un’insidia. Come viene declinata la riforma della sanità italiana? In quali ambiti verrebbero spesi i soldi del PNRR? Sembra di capire che le risorse non verrebbero impiegate per aumentare i posti letto, ad esempio, ma per aumentare l’informatizzazione o la telemedicina. Inoltre, uno degli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale riguardava il contrasto alla disinformazione, cioè a tutte quelle informazioni che non provengono dai canali ufficiali: ci sarebbe stato il rischio di manipolazione verso informazioni controllate e oscuramento dell’informazione libera”.   

La decisione del Governo italiano è stata presa solo all’ultimo momento. È probabile che l’esecutivo abbia seguito l’orientamento degli USA?

R. T.: “Indubbiamente il Governo italiano si è trovato in una situazione molto favorevole. Tuttavia, quando alcuni affermano che l’Italia è soltanto una ‘colonia’ degli USA mi viene da sorridere. Sebbene i Paesi subalterni agli Stati Uniti siano numerosi, l’Italia è uno dei pochi che ha alzato la voce. La Germania, ad esempio, non ha avuto il nostro coraggio. Ciò significa che, quando il popolo è unito, si possono ottenere grandi risultati. Inizialmente, il Ministero della Salute e il governo non erano propensi a compiere questo grande passo. Grazie a un lavoro scrupoloso tra la politica e i cittadini, che hanno motivato le loro richieste in modo professionale, si è riusciti a portare determinate scelte all’attenzione del Parlamento. Il nostro gruppo, composto da 66 associazioni e comitati, ha lavorato supportato da oltre 1250 professionisti (giudici, legali, medici, scienziati, giornalisti etc.) per la creazione di due dossier professionali e tecnici. Questi documenti, consegnati al Governo e al Ministro Schillaci, motivano in modo concreto il lavoro svolto e la posizione del popolo italiano. Per chi fosse interessato ai due dossier, ne riportiamo il link: https://www.leveritanascoste.it/in-italia-66-associazioni-e-oltre-1250-professionisti-hanno-salvato-una-parte-della-sovranita-del-paese/. Da sottolineare un altro ingrediente fondamentale del successo e cioè la collaborazione tra le varie associazioni e i comitati, unitamente alla creazione di un attivismo autentico basato su azioni concrete. Abbiamo inviato più di 10.000 e-mail a varie istituzioni per informare parlamentari e ministero sui rischi degli emendamenti. Come Comitato abbiamo anche organizzato petizioni, eventi, convegni, flash mob e, infine, una staffetta civica per sensibilizzare prefetti, sindaci e presidenti di Regione. Abbiamo prodotto più di 5.000 contenuti tra articoli, video e post sui social media, focalizzando l’attenzione esclusivamente sugli emendamenti al RSI. Questa scelta è stata strategica, considerando che il Trattato Pandemico godeva già di maggiore popolarità, essendo soggetto a ratifica parlamentare e alla votazione dell’Assemblea dell’OMS”.

Quali Paesi hanno rifiutato gli emendamenti? Eventualmente potrà cambiare il rapporto tra loro e l’OMS, d’ora in poi?

R. T.: “Solo Italia, Israele e Stati Uniti hanno rifiutato gli emendamenti. L’Austria ha bloccato per adesso gli emendamenti al RSI, richiedendone l’approvazione al parlamento austriaco a settembre a causa di numerosi punti ritenuti incostituzionali. In questo momento, una delle nostre priorità è supportare l’Austria nella sua battaglia, condividendo con loro il nostro case study e know-how, per avere un altro pezzo d’Europa al nostro fianco. Iran, Slovacchia, Paesi Bassi e Nuova Zelanda avevano ottenuto la possibilità di esprimersi entro marzo 2026. Tutti gli altri Paesi, invece, li hanno accettati. Per questo il nostro lavoro si è rivelato davvero prezioso. A causa della mancanza di trasparenza, l’OMS ha perso parecchio in termini di immagine”.

L. T.: “Ci è chiaro che i cittadini devono mantenere alta la guardia e recuperare gli spazi di libertà che sono stati perduti. Siamo sostanzialmente accerchiati: abbiamo sì respinto gli emendamenti, ma all’orizzonte si profilano il trattato pandemico, gli obiettivi dell’Agenda di immunizzazione 2030 ed altri ancora. Non ci illudiamo, siamo consapevoli che l’OMS cercherà di esercitare il suo potere attraverso altri strumenti. Tuttavia, si percepisce il suo indebolimento, perciò se vorrà sopravvivere dovrà riformarsi. Non è possibile, ad esempio, che buona parte dei suoi finanziamenti venga allocata per pagare stipendi, viaggi, consulenze: ormai è diventata un’industria controllata da una burocrazia che deve sostenersi. L’OMS dovrà creare una nuova struttura che sfrutti le best practices in modo positivo”.

Gli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale avrebbero consentito all’OMS -con il pretesto di garantire la sicurezza pubblica- di esercitare un controllo pressoché totale sulla popolazione. Chi e perché avrebbe interesse ad esercitare un potere così assoluto?

R. T.: “Il controllo è totale solo finché il popolo lo consente. Il mondo è nelle mani di poche famiglie e personaggi che non gestiscono solo denaro, ma anche risorse e persone. Inoltre la biotecnologia è finalizzata anche allo sviluppo di armi biologiche. Per quale motivo oggi ci si concentra principalmente sulle malattie infettive anziché su quelle cardiovascolari e oncologiche? Questo accade nonostante i numeri indichino che la vera emergenza sanitaria è quella cardiovascolare. A tal proposito, confrontiamo i dati ufficiali ISTAT nel periodo 2020-2022. Decessi per malattie cardiovascolari in Italia (stimati in 3 anni): circa 660.000 – 690.000. Decessi per COVID-19 in Italia (ufficiali in 3 anni): circa 197.000. In aggiunta, ci si chiede come mai l’OMS non crei trattati di prevenzione cardiovascolare, simili a quello sulle pandemie, visto che le malattie cardiovascolari sono tra le principali cause di morte a livello mondiale. Soldi, armi e paura: gli strumenti per controllare le masse”.

L. T.: “Sta nascendo, infatti, la filosofia della paura con cui dominare e controllare le genti. Questo controllo è utile a Big Pharma, che ha creato una sorta di industria della pandemia, funzionale alla rete burocratica di questi organismi sovranazionali. Si tratta di un sistema di potere: individuare i settori in cui si concentrano gli interessi maggiori è difficile”.

Dottoressa Teodori, Lei si è occupata di Covid-19 fin dal primo momento. Tuttavia, ancora oggi l’origine del virus è dibattuta: perché? Che cosa ci può raccontare sul ‘gain of function’ (GoF)?

L. T.: “Essendo biologa molecolare e non una virologa, sono specializzata solo in determinati ambiti e difficilmente mi esprimo su ambiti non strettamente di mia competenza. Per quanto riguarda l’origine del virus si era espresso lo stesso Fauci, ammettendo anche se in ritardo e anche se come possibilità l’idea  di una ingegnerizzazione del virus SARS-COV. Possiamo concretamente ipotizzare un ruolo per quanto concerne la pratica del ‘gain of function’, che con il pretesto di  individuare possibili trattamenti nei confronti di certe infezioni si presta ad un uso duale (uso dannoso, esempio: per sviluppo di armi biologiche o chimiche). Si tratta di una pratica che modifica la sequenza nucleotidica del virus per aumentarne la patogenicità e la trasmissibilità e la capacità di trasmettersi anche ad altre specie. Non siamo in grado di sapere con certezza l’origine e la diffusione se queste non vengono ricercate: lo sapremo soltanto se qualcuno confesserà o si permetterà alla ricerca di risalire alle cause. Sicuramente pare anomala la sua diffusione accidentale: com’è stata possibile la sua ‘fuga’ da un laboratorio BSL-4 (i BSL- 4 sono centri dotati del più alto livello di biosicurezza, ndr)?”.

A distanza di anni c’è chi nega ancora l’evidenza degli effetti avversi dei vaccini anti-Covid. Come se lo spiega? Perché non è concessa a voi ricercatori la possibilità di studiarli?L. T.: “Sono stata tra i primi ad occuparmi delle miocarditi e delle pericarditi post-vaccino. Avremmo voluto istituire, di comune accordo con le Regioni, degli ambulatori specifici per studiare gli effetti avversi sui vaccinati. Abbiamo assistito a un aumento notevole di patologie cardiache post-vaccino, tant’è che le mio-pericarditi sono state inserite nelle schede tecniche dei vaccini, proprio come ammesso anche dagli stessi enti regolatori. Inoltre, unitamente all’associazione ‘Albero della Vita’ abbiamo chiesto agli organi preposti di far studiare i vaccini a noi ricercatori, portatori di interesse scientifico. AIFA ci ha risposto che non aveva a disposizione i vaccini e che avremmo dovuto rivolgerci all’ISS. Risposta simile anche di fronte alla nostra richiesta di informazioni scientifiche e cliniche sui test clinici dei vaccini a mRNA autoreplicante: secondo AIFA dovremmo contattare l’EMA. È veramente strano che AIFA, l’agenzia italiana del farmaco in Italia, demandi tutto ad EMA. Non ci sono solo le miocarditi e le pericarditi. Oltre che cardiotossica, la proteina Spike è anche neurotossica; inoltre ci sono tutta una serie di reazioni avverse che si possono innescare per il fenomeno ADE (antibody-dependent enhacement), fenomeno nel quale gli anticorpi riconoscono e si legano al virus, ma non sono in grado di neutralizzarlo e, quindi, di prevenire l’infezione. Questi anticorpi “non neutralizzanti” possono addirittura favorire l’ingresso del virus all’interno della cellula, facilitando, quindi, l’infezione. Inoltre, si può innescare il meccanismo degli anticorpi anti idiotipo, che alcuni individui sviluppano contro gli anticorpi generati dal vaccino provocando reazioni anche gravi al vaccino, per non parlare poi del signaling cellulare innescato da piccoli pezzi di mRNA presenti nel prodotto (il grado di integrità dell’mRNA non è stato fornito) o generatisi durante la conservazione. Questi microRNA possono silenziare funzioni importanti come il silenziamento di geni soppressori di tumori (oncosoppressori) oppure potenziare oncogeni e quindi dare origine a malattie neoplastiche. Questi sopradescritti sono solo alcuni dei numerosi eventi avversi a cui abbiamo assistito”.