Bressanone e Brunico, la protesta dei medici non ferma la digitalizzazione degli ospedali. Messner conferma il piano: nessuna sospensione, mentre mancano ancora dati sul tempo di lavoro aggiuntivo
Il nuovo sistema informativo ospedaliero NGH continua il suo percorso negli ospedali altoatesini, nonostante le critiche sollevate da oltre 200 medici dei comprensori sanitari di Bressanone e Brunico. La questione è arrivata in Consiglio provinciale con un’interrogazione del Team K, presentata da Franz Ploner e altri consiglieri, alla quale l’assessore alla Salute Hubert Messner ha risposto il 24 settembre.
Nella loro lettera aperta, i medici segnalano procedure frammentate, l’utilizzo contemporaneo di più programmi per una singola visita e problemi di lentezza dei server. Il timore è che la nuova piattaforma finisca per aumentare il tempo trascorso davanti allo schermo, sottraendolo all’attività con i pazienti.
La risposta della Provincia, però, non prevede una frenata. Messner conferma che la Giunta provinciale e l’Azienda sanitaria intendono proseguire con l’introduzione del sistema e che una sospensione, al momento, non è prevista. Anche rispetto alla richiesta di una valutazione indipendente, l’assessore ritiene che non sia attualmente utile.
C’è però un punto che resta aperto: quanto tempo in più richiede effettivamente la nuova documentazione? Secondo quanto emerge dalla risposta all’interrogazione, l’Azienda sanitaria non dispone di misurazioni comparative dei tempi di lavoro prima e dopo l’introduzione dell’NGH. Un dato che rende difficile quantificare l’eventuale aggravio denunciato dai medici.
Intanto il calendario va avanti. Dopo l’introduzione nei pronto soccorso di Bressanone e Vipiteno, a ottobre il sistema dovrebbe arrivare nei pronto soccorso di Brunico e San Candido. Entro la fine dello stesso mese è prevista l’estensione ai reparti di degenza dei quattro ospedali. L’investimento è già consistente: tra il 2025 e il primo semestre del 2026 sono stati destinati circa 10 milioni di euro al sistema.
Per Franz Ploner, però, il nodo resta il rapporto con i professionisti che ogni giorno devono utilizzare la piattaforma. «Chi ignora la voce di oltre 200 medici si assume consapevolmente le conseguenze per l’assistenza», sostiene il consigliere del Team K, secondo cui il maggiore carico burocratico rischierebbe di incidere sui tempi di lavoro, sull’attività con i pazienti e, di conseguenza, sulle liste d’attesa.
La richiesta politica è quindi quella di fermare almeno temporaneamente il processo, ascoltare i medici e verificare sul campo problemi e tempi di utilizzo. La Provincia, invece, per ora conferma la tabella di marcia.
Foto, Franz Ploner