Sono stati 4.040 gli interventi realizzati lo scorso anno formativo attraverso “…Parliamone”, lo sportello di consulenza psicologica rivolto alle scuole in lingua italiana dell’Alto Adige. Un dato che evidenzia la crescente attenzione al benessere psicologico di studenti, famiglie e personale scolastico.
La maggior parte degli interventi si concentra nelle scuole secondarie: 1.454 nella secondaria di primo grado e 1.552 nella secondaria di secondo grado, pari complessivamente a circa il 74% del totale. Seguono la scuola primaria con 635 interventi, la scuola dell’infanzia con 226 e la formazione professionale con 173.
«Investire nel benessere psicologico significa investire nella qualità della scuola e nella crescita dei nostri giovani», sottolinea il vicepresidente della Provincia e assessore all’Istruzione italiana Marco Galateo. L’obiettivo, spiega, è avere una scuola «esigente sul piano formativo, capace di ascoltare», offrendo un punto di riferimento facilmente accessibile e favorendo interventi precoci per prevenire situazioni più complesse.
Gli interventi sono stati soprattutto individuali (81,6%), mentre il 18,4% ha coinvolto gruppi. Gli studenti rappresentano il 60,2% degli utenti, seguiti da docenti (18,8%), genitori (17,7%) e dirigenti scolastici (2,5%).
Anche i problemi affrontati cambiano a seconda dell’età. Nella scuola primaria emergono soprattutto difficoltà di apprendimento e ansia da prestazione. Nella secondaria di primo grado diventano centrali le relazioni tra coetanei, con 184 rilevazioni, seguite da difficoltà emotive (110), ansia da prestazione (106) e stress (100).
Nella scuola secondaria di secondo grado acquistano invece particolare peso la difficoltà a esprimere le proprie emozioni (152), l’ansia da prestazione (150), le difficoltà nei rapporti familiari (141) e lo stress (133).
“…Parliamone” svolge anche una funzione di collegamento con i servizi del territorio. Nella sola scuola secondaria di secondo grado sono state 233 le proposte di invio ad altri servizi, principalmente verso il Servizio sanitario e i Consultori.
«Non è soltanto uno spazio al quale rivolgersi nelle situazioni di difficoltà, ma un presidio di prevenzione e ascolto», evidenzia il sovrintendente scolastico Vincenzo Gullotta. L’obiettivo è intercettare precocemente i bisogni, sostenere studenti e studentesse, docenti e famiglie e costruire una scuola nella quale chiedere aiuto sia percepito come un segno di consapevolezza e non di debolezza.
I numeri raccontano così una scuola dove parlare di emozioni, ansia e difficoltà psicologiche sta diventando sempre meno un tabù e sempre più parte del percorso educativo.
Foto/c-USP/Peter Daldos