Dentro flessibile, fuori pure: la pianificazione urbanistica cambia ancora

Oltre 500 modifiche alla legge «Territorio e paesaggio» dal 2018. Il Team K: «Non è più pianificazione, ma disordine territoriale»

La legge provinciale altoatesina sul territorio e il paesaggio torna ancora una volta sotto i ferri. Con la nuova legge omnibus sull’urbanistica, la Giunta provinciale propone infatti 42 articoli di modifica che intervengono su numerose disposizioni. Un altro capitolo di una lunga serie: dall’entrata in vigore della legge nel 2018, secondo il Team K, le modifiche sarebbero ormai oltre 500.

Un dato che, per il consigliere provinciale Paul Köllensperger, racconta più di qualsiasi dichiarazione sulla politica urbanistica. «Ormai non si può quasi più parlare di pianificazione territoriale. Dopo oltre 500 modifiche si tratta piuttosto di disordine territoriale», afferma. Il problema, secondo Köllensperger, è l’assenza di una strategia di lungo periodo: «La legge viene continuamente adattata agli interessi, invece di seguire una strategia chiara».

Dal «dentro flessibile, fuori rigoroso» al «tutto flessibile»

Quando la legge fu introdotta nel 2018, l’obiettivo dichiarato era condivisibile: limitare il consumo di suolo. Il principio era semplice: più flessibilità all’interno dei confini insediativi, maggiore tutela all’esterno. In altre parole, facilitare la realizzazione di abitazioni e interventi edilizi dove esistono già insediamenti, preservando invece le aree agricole.

Secondo il Team K, quel principio si sarebbe progressivamente svuotato. La flessibilità non riguarderebbe più soltanto ciò che avviene dentro i confini urbani, ma si estenderebbe anche al territorio esterno, attraverso una serie crescente di eccezioni e deroghe.

È soprattutto la gestione dei diritti sui posti letto turistici a finire nel mirino dell’opposizione. Una nuova disposizione, ribattezzata dal Team K «Lex Kronplatz», consentirebbe di mantenere i diritti sui posti letto anche per progetti che non rispettano la scadenza del 30 settembre a causa di procedimenti giudiziari ancora in corso.

A preoccupare Köllensperger è anche il fatto che una norma analoga sia già stata inserita nel decreto del presidente della Provincia n. 25/2022. Il timore è quindi che, anche in caso di cancellazione della disposizione durante l’iter consiliare, l’obiettivo possa essere comunque raggiunto attraverso la normativa già esistente.

Progetti modificati dopo l’approvazione

Un altro punto contestato riguarda la possibilità di conservare i diritti sui posti letto anche in presenza di modifiche sostanziali ai progetti edilizi.

Secondo il Team K, il meccanismo potrebbe incentivare i promotori a presentare un progetto poco prima della scadenza, ottenendo così l’approvazione necessaria per salvaguardare i diritti acquisiti, e intervenire poi successivamente con modifiche rilevanti.

Critiche anche alla possibilità di individuare nuove aree edificabili al di fuori degli attuali confini insediativi attraverso accordi urbanistici. Per il Team K, si tratterebbe di un modo per aggirare uno dei principi cardine della legge: contenere l’espansione degli insediamenti sul territorio.

«Le modifiche previste sono un esempio da manuale di legislazione ad hoc», sostiene Köllensperger. «Qui vengono tutelati precisi progetti dalle conseguenze delle norme in vigore, si eludono scadenze e requisiti e allo stesso tempo si erodono i confini insediativi».

Più eccezioni per il turismo, poche risposte alla casa

Sul tavolo c’è però anche un’altra questione: dove e come costruire abitazioni a prezzi accessibili.

Mentre per i progetti turistici, secondo il Team K, si moltiplicano le eccezioni, l’offerta di edilizia residenziale a prezzi sostenibili continua a essere insufficiente. Il modello dell’«Abitare a prezzo calmierato» viene giudicato troppo burocratico e poco interessante per i costruttori.

Il problema emerge soprattutto a Bolzano, dove prezzi elevati degli immobili, scarsità di alloggi in affitto e difficoltà per giovani e famiglie rischiano di rendere il capoluogo sempre meno accessibile.

«Continuiamo a inserire nella legge sempre nuove eccezioni per interessi turistici, ma continuiamo a creare troppo poco spazio abitativo a prezzi accessibili», afferma Köllensperger. Il rischio, sostiene, è che a pagare il prezzo di queste scelte siano soprattutto le giovani generazioni.

Le misure positive non bastano

Il disegno di legge contiene anche interventi che il Team K considera positivamente, a partire da alcune misure di semplificazione burocratica e dalla possibilità di trasformare ex strutture ricettive in edilizia abitativa convenzionata destinata ai residenti.

Ma, secondo il partito, questi elementi non cambiano il giudizio complessivo. Il nodo resta quello di una normativa che viene modificata di continuo e che, secondo l’opposizione, finisce per inseguire singoli interessi invece di definire una direzione chiara per il territorio.

La domanda politica, dunque, non riguarda soltanto l’ennesima modifica alla legge urbanistica, ma il modello di sviluppo che l’Alto Adige vuole perseguire: più spazio per nuovi progetti turistici o più territorio e risorse per chi qui vuole vivere?

Per il Team K, la risposta della Giunta provinciale è ancora sbilanciata. E mentre le regole continuano a cambiare, il problema abitativo resta aperto e molti giovani guardano sempre più spesso fuori provincia per costruire il proprio futuro.

Foto, Paul Köllensperger