«Ma dov’è il lavoro della maggioranza?». Le opposizioni in Consiglio comunale alzano il tiro e puntano il dito contro l’attività dell’amministrazione guidata dal sindaco Corrarati. Al centro della polemica ci sono, questa volta, la durata delle sedute e il numero di provvedimenti arrivati in aula.
Secondo i gruppi di opposizione, a un anno e mezzo dall’inizio della consiliatura il bilancio dell’attività della maggioranza in Consiglio sarebbe «desolante». Nel mirino finiscono soprattutto i pochi provvedimenti considerati di peso: dalla maggioranza sarebbero arrivati in aula, in sostanza, la delibera di bilancio e quella relativa al nuovo statuto di Alperia.
Per il resto, accusano le opposizioni, ci sarebbe una lunga serie di provvedimenti ordinari, senza una vera agenda politica per la città. A questo si aggiungerebbe il ritardo nelle risposte alle interrogazioni: secondo i consiglieri di minoranza, alcune rimarrebbero senza risposta per tre o quattro mesi, nonostante il regolamento preveda un termine di 30 giorni. E sul tavolo ci sarebbe anche un arretrato di oltre 70 mozioni ancora da discutere in Consiglio comunale.
La polemica si concentra però soprattutto sulla nuova organizzazione dei lavori consiliari. La riforma regionale delle indennità ha introdotto per i consiglieri un’indennità fissa di 1.200 euro lordi al mese, accompagnata dall’obiettivo di limitare le riunioni del Consiglio a tre al mese.
Una scelta che, ricordano le opposizioni, era stata giustificata con la necessità di avere meno sedute, ma più lunghe, così da concentrare il lavoro e affrontare meglio i problemi della città.
I numeri dell’ultima settimana, però, vengono ora utilizzati dalla minoranza per contestare questa impostazione: le tre sedute di agosto sono durate rispettivamente 40 minuti, un’ora e 50 minuti e un’ora.
Totale: 210 minuti. «Altro che sedute più lunghe e lavoro più efficace», attaccano i gruppi di opposizione.
Secondo PD, Io sto con Bolzano, Verdi-Grüne-Vërc, Team K e Lista civica con Andriollo, il problema non sarebbe soltanto organizzativo. La scarsa durata delle sedute sarebbe piuttosto il sintomo di una maggioranza che avrebbe pochi temi da portare in aula e poche decisioni politiche da sottoporre al confronto consiliare.
Le opposizioni accusano inoltre la maggioranza di evitare il confronto sui pochi provvedimenti disponibili e parlano di una situazione che «non può essere liquidata come una semplice questione di calendario dei lavori».
Nel mirino finisce quindi la capacità politica della coalizione guidata da Corrarati. Il quadro descritto dai gruppi di minoranza è quello di una maggioranza «con le gomme a terra, litigiosa e priva di una chiara direzione politica», incapace, secondo l’opposizione, di trasformare le promesse della campagna elettorale in atti concreti.
La conclusione è netta: «Non basta ripetere come un disco rotto che “si sta lavorando”. Bisogna dimostrarlo con i fatti».
A firmare la presa di posizione sono i capigruppo e vicecapigruppo delle opposizioni in Consiglio comunale: Stefano Fattor e Monica Bonomini per il Partito Democratico; Abdallah Ab Chniouli e Christian Battisti per Io sto con Bolzano; Chiara Rabini e Rudi Benedikter per i Verdi-Grüne-Vërc; Matthias Cologna e Thomas Brancaglion per Team K; Juri Andriollo e Pietro Borgo per la Lista civica con Andriollo.