Concluso il risanamento della storica cappella dei minatori: tetto e facciate restaurati nel segno della tutela del patrimonio culturale
Un pezzo di storia di Villandro è stato messo al sicuro. Si sono conclusi il 18 luglio, nel rispetto dei 45 giorni previsti dal contratto, i lavori di risanamento della Chiesa di Sant’Anna, edificio di grande valore storico e culturale legato alla storia mineraria della zona.
L’intervento, del valore complessivo di circa 146.000 euro, rappresenta soprattutto un importante investimento nella conservazione del patrimonio culturale locale. Il recupero ha permesso di intervenire sulle parti più esposte al degrado, garantendo alla struttura una maggiore protezione e preservandone l’identità architettonica per le generazioni future.
La chiesa ha infatti una storia profondamente legata alla comunità dei minatori. Per oltre 150 anni è stata un punto di riferimento religioso, in particolare per la comunità di Santa Barbara, e ha ospitato celebrazioni fino alla Prima guerra mondiale. L’edificio attuale, insieme al campanile, risale al 1736, quando la prima cappella, ormai troppo piccola per accogliere i fedeli, venne sostituita dall’attuale costruzione in stile barocco.
Il tempo e le condizioni di conservazione avevano però reso necessario un intervento importante. La decisione di procedere al risanamento risale alla fine del 2006, quando la Provincia aveva rilevato il pessimo stato della struttura.
Il progetto, richiesto dall’Associazione Miniera di Villandro, è stato finanziato e coordinato dalla Provincia autonoma di Bolzano attraverso il Dipartimento Opere pubbliche, Valorizzazione del patrimonio, Libro fondiario e Catasto, sotto la direzione dell’assessore Christian Bianchi. L’attuazione è stata curata dalla Ripartizione Amministrazione del patrimonio e dall’Ufficio per la gestione tecnica delle costruzioni, con la supervisione dell’Ufficio Beni architettonici e artistici.
I lavori hanno interessato in particolare tetto e facciate. Le vecchie scandole lignee sono state sostituite con nuove scandole di larice spaccate a mano, mentre sulle facciate sono stati ripristinati gli intonaci e pulito il sistema di drenaggio.
Un intervento che ha richiesto anche competenze artigianali specialistiche: il risanamento della copertura è stato affidato alla P-Dach S.r.l. di Egna, mentre gli interventi sugli intonaci sono stati eseguiti dalla Gebhard S.a.s. di Velturno. La progettazione e la direzione dei lavori sono state affidate all’architetto Paolo Berlanda, dello studio BF Engineering di Bolzano.
«Questo intervento rappresenta bene la trasversalità delle competenze del nostro assessorato», commenta Bianchi. «La ristrutturazione della Chiesa di Sant’Anna dimostra concretamente come il lavoro della Provincia possa intervenire su realtà molto diverse tra loro, con l’obiettivo comune di garantire la conservazione del nostro patrimonio e consegnarlo alle future generazioni nelle migliori condizioni».
Un lavoro che va quindi oltre la semplice manutenzione di un edificio: preservare Sant’Anna significa conservare una testimonianza concreta della storia religiosa, sociale e mineraria di Villandro. Un patrimonio che, grazie al risanamento, potrà continuare a raccontare la propria storia anche domani.
Foto/c-USP/Ufficio per la gestione tecnica delle costruzioni