FdI: “Non tocchiamo il diritto a una rappresentanza equilibrata”. Forza Italia: “Almeno un senatore italiano non è un privilegio, ma una garanzia di equilibrio”
La ridefinizione del collegio senatoriale Bolzano-Bassa Atesina riaccende il confronto politico altoatesino sulla rappresentanza dei gruppi linguistici. A intervenire sono Marco Galateo, presidente provinciale di Fratelli d’Italia, e Christian Bianchi, coordinatore provinciale di Forza Italia Alto Adige, entrambi favorevoli alla modifica del perimetro del collegio, ma con accenti diversi sul confronto con la Südtiroler Volkspartei.
Per Galateo, il punto di partenza è chiaro: «Con la SVP siamo pronti a discutere tanto, tranne il diritto della comunità italiana a una rappresentanza equilibrata». Secondo il presidente provinciale di FdI, possono essere valutati confini e aspetti tecnici, ma non emendamenti che finiscano per svuotare la proposta di Alessandro Urzì e riportare la situazione allo status quo.
La tesi di Galateo è che i due collegi già assegnati alla SVP garantiscano una solida rappresentanza del gruppo tedesco, mentre la ridefinizione del terzo collegio renderebbe più concreta, pur senza garantirla, la possibilità per la comunità italiana di eleggere un proprio rappresentante. «Non è una sottrazione di rappresentanza: è un riequilibrio della rappresentanza», sostiene Galateo, ricordando che il risultato dipenderà comunque dalle scelte degli elettori e dalla capacità di concentrare il voto.
Il dirigente di FdI richiama inoltre il Pacchetto, secondo cui la rappresentanza deve essere rapportata alla consistenza dei gruppi linguistici, senza tradursi necessariamente in una proporzionalità matematica e rigida dei collegi. Da qui il riconoscimento ad Alessandro Urzì per aver posto il tema e ottenuto la revisione. Senza questa modifica, sostiene Galateo, ci sarebbe il rischio concreto di arrivare a tre senatori di lingua tedesca, potenzialmente espressione della stessa forza politica.
Su una linea analoga si colloca Christian Bianchi, che a nome di Forza Italia definisce la ridefinizione del collegio una questione di «equilibrio democratico». Il coordinatore provinciale azzurro sottolinea che la proposta non sarebbe rivolta contro il gruppo linguistico tedesco, la cui rappresentanza rimarrebbe garantita, ma avrebbe l’obiettivo di evitare che il gruppo italiano possa trovarsi completamente privo di rappresentanza diretta al Senato.
Bianchi ricorda il risultato delle elezioni politiche del 2022: i collegi di Merano e Bressanone sono stati conquistati dalla SVP, mentre a Bolzano-Bassa Atesina è stato eletto Luigi Spagnolli, per una manciata di voti. Secondo Forza Italia, se anche questo collegio dovesse in futuro essere assegnato a un candidato di lingua tedesca, la provincia potrebbe ritrovarsi con tre senatori appartenenti allo stesso gruppo linguistico.
Per Bianchi, una situazione di questo tipo non sarebbe coerente con lo spirito dell’autonomia altoatesina. «Garantire la presenza di almeno un senatore espressione del gruppo linguistico italiano non rappresenta un privilegio», sostiene, «bensì una garanzia di equilibrio istituzionale, di pluralismo democratico e di piena rappresentanza dell’intera comunità altoatesina».
Il confronto si inserisce in una discussione più ampia sul rapporto tra sistema elettorale e tutela delle minoranze linguistiche. Galateo insiste sulla necessità di rendere realmente contendibile il terzo collegio; Bianchi mette invece l’accento sul principio politico della rappresentanza di tutte le componenti linguistiche. Entrambi concordano comunque sulla necessità di evitare che la provincia di Bolzano possa arrivare a una rappresentanza parlamentare esclusivamente espressione di un solo gruppo linguistico.
Nel comunicato di Forza Italia emerge infine anche un riferimento alla Bassa Atesina-Oltradige, territorio che, osserva Bianchi, ha avuto negli ultimi decenni una presenza italiana significativa nelle istituzioni provinciali, ma oggi non esprime un assessore di lingua tedesca proveniente dal comprensorio da molti anni. Un elemento che Forza Italia utilizza per porre una domanda più politica: quanto pesa davvero la Bassa Atesina nelle scelte istituzionali, al di là dei momenti elettorali?
La partita sul collegio senatoriale diventa così anche un confronto sul significato dell’autonomia: da una parte la difesa dell’equilibrio tra i gruppi linguistici, dall’altra la necessità di non trasformare la rappresentanza in una semplice conseguenza dei rapporti numerici. La discussione con la SVP è destinata quindi a proseguire, con il nodo dei confini del collegio e delle garanzie di rappresentanza al centro del confronto politico.
Foto, Christian Bianchi