La carenza di personale qualificato spinge a ripensare il ruolo degli over 60 nel mercato del lavoro. L’assessora Amhof: «Abbiamo competenze ed esperienza che non possiamo permetterci di perdere»
La carenza di manodopera qualificata ormai interessa quasi tutti i settori dell’economia altoatesina. E mentre le imprese fanno sempre più fatica a trovare personale, cresce l’attenzione verso una risorsa spesso sottovalutata: le persone che hanno raggiunto o superato l’età pensionabile e che desiderano continuare a lavorare.
Per l’assessora provinciale al Lavoro Magdalena Amhof, l’occupazione in età avanzata può rappresentare una leva importante per contribuire alla stabilizzazione del mercato del lavoro locale.
«L’occupazione in età avanzata non è più un tema marginale, ma un’ineludibilità economica e sociale», afferma Amhof. Il riferimento è a una generazione di pensionati e pensionate che, secondo l’assessora, è spesso in buona salute, attiva e altamente qualificata, con molte persone disponibili a mettere ancora a disposizione le proprie competenze, anche solo per alcuni giorni, oppure attraverso attività stagionali.
L’obiettivo della Provincia è quindi favorire modelli di lavoro semplici e sostenibili, capaci di incontrare sia le esigenze delle persone anziane sia quelle delle aziende.
Un primo passo è già stato compiuto all’interno dell’Amministrazione provinciale altoatesina. La nuova normativa sulla permanenza in servizio consente infatti ai dipendenti provinciali, su base volontaria, di proseguire l’attività lavorativa fino al compimento dei 70 anni.
Una possibilità che, secondo Amhof, permette di trattenere all’interno dell’organizzazione competenze specialistiche, esperienza e conoscenze difficili da sostituire.
Ma il modello potrebbe essere esteso anche al settore privato. Orari flessibili, attività occasionali e impieghi stagionali potrebbero consentire alle persone in età avanzata di continuare a lavorare senza necessariamente rientrare in un modello di occupazione tradizionale.
Sul fronte nazionale esistono già strumenti come i contratti di prestazione occasionale, ma nella pratica il loro utilizzo è spesso condizionato da limiti e adempimenti amministrativi.
Il dibattito a livello statale si concentra quindi anche sulla possibilità di introdurre incentivi fiscali per chi decide di continuare a lavorare dopo la pensione e di rendere più semplice il rapporto tra pensione e reddito da lavoro.
«Seguiamo con grande attenzione i dibattiti a Roma e facciamo valere attivamente le istanze altoatesine», sottolinea Amhof.
Resta però un limite preciso: eventuali agevolazioni di carattere fiscale e previdenziale rientrano nelle competenze dello Stato. La Provincia può dunque sperimentare e promuovere nuovi modelli, ma per una riforma più ampia serviranno decisioni a livello nazionale.
Intanto, in un mercato del lavoro alle prese con una crescente difficoltà nel reperire personale qualificato, l’idea è sempre più chiara: la pensione non deve necessariamente significare la fine dell’attività professionale. Per chi lo desidera, esperienza e competenze possono continuare a rappresentare un valore anche oltre l’età pensionabile.