Meno sprechi, più riciclo: Oberalp accelera sulla moda circolare e punta al Net Zero

Prodotti progettati per durare più a lungo, essere riparati e, in futuro, riciclati più facilmente. È questa la direzione intrapresa dal Gruppo Oberalp, che nel Contribute Report 2025 racconta i passi compiuti verso un modello di produzione sempre più circolare, con l’obiettivo di ridurre il proprio impatto ambientale e avvicinarsi al traguardo del Net Zero entro il 2050.

Tra le principali novità spicca l’introduzione del textile-to-textile recycling, una tecnologia che consente di realizzare nuovi tessuti partendo da materiali tessili giunti a fine vita, evitando così di ricorrere a materie prime vergini o ad altri flussi di riciclo, come le bottiglie in plastica. In occasione del 90° anniversario di Salewa, il marchio ha presentato un capo in edizione limitata realizzato con poliestere riciclato al 100%, di cui oltre la metà ottenuta proprio attraverso questo innovativo processo.

Anche LaMunt ha investito nel cosiddetto design monomateriale, sviluppando capi in pile realizzati quasi esclusivamente in poliestere. Una scelta che punta a semplificare le future operazioni di selezione e riciclo, pur riconoscendo che alcune componenti, come cerniere e finiture, richiedono ancora materiali diversi per garantire le prestazioni tecniche necessarie.

La strategia nasce da un dato preciso: oltre l’80% dell’impronta climatica del Gruppo è legata ai prodotti commercializzati, con la produzione dei tessuti che rappresenta la quota più significativa delle emissioni di CO₂. Per questo Oberalp considera la progettazione dei prodotti uno degli strumenti più efficaci per ridurre il proprio impatto ambientale.

Ma la circolarità non riguarda soltanto il riciclo. Per l’azienda significa anche allungare il più possibile la vita dei prodotti. Nel 2025 i servizi di riparazione, risuolatura, ricondizionamento, rivendita e disponibilità di pezzi di ricambio sono cresciuti sensibilmente: le riparazioni sono aumentate del 19% e, dal 2023, oltre 7.000 prodotti hanno ricevuto una seconda vita grazie ai programmi dedicati dei marchi del Gruppo, tra cui Salewa, Dynafit, Wild Country, LaMunt ed Evolv.

«La circolarità non si raggiungerà attraverso una singola innovazione nei materiali o un unico prodotto», afferma Ruth Oberrauch, presidente del Gruppo Oberalp. «Richiede di ripensare il modo in cui i prodotti vengono progettati, utilizzati e riparati, oltre al recupero dei materiali a fine vita. Nel 2025 abbiamo compiuto passi concreti, acquisendo al tempo stesso una maggiore consapevolezza dei limiti tecnici e infrastrutturali ancora presenti».

Il Contribute Report 2025 evidenzia anche i progressi nella raccolta e nell’analisi dei dati ambientali, nell’automazione delle valutazioni del ciclo di vita dei prodotti (LCA) e nella definizione di obiettivi climatici basati su evidenze scientifiche lungo il percorso verso il Net Zero 2050. Il documento dedica inoltre ampio spazio ai temi della tutela dei diritti umani lungo la filiera produttiva e alla collaborazione con fornitori e stakeholder nei principali Paesi di approvvigionamento.

Per Oberalp, la sostenibilità passa dunque da un cambiamento che coinvolge l’intero ciclo di vita del prodotto: dalla progettazione alla riparazione, fino al recupero dei materiali, con la convinzione che il futuro dell’outdoor debba essere sempre più circolare.

Foto, Ruth Oberrauch, presidente del Gruppo Oberalp