Pamer fa il punto sul sociale: tanti progetti, ma le sfide restano aperte

Bilancio di metà legislatura all’insegna dello slogan “Insieme per un futuro sociale”. L’assessora provinciale Rosmarie Pamer ha scelto il Landhausbar di Bolzano, simbolo di inclusione gestito dalla cooperativa Renovas, per illustrare quanto realizzato in due anni e mezzo di mandato e tracciare la rotta per il prossimo futuro.

Dalla famiglia agli anziani, dalla disabilità al volontariato, passando per le cooperative e l’inclusione sociale, il resoconto è stato ricco di dati e di obiettivi raggiunti. Tra i risultati rivendicati figurano il potenziamento dei servizi per le persone con disabilità, l’aumento dei contributi per le famiglie, l’estensione dell’assistenza alla prima infanzia, il rafforzamento delle tutele per le vittime di violenza sessuale e la nuova legge provinciale sul volontariato.

L’assessora ha ribadito che “la persona deve essere sempre al centro”, annunciando nuovi interventi sul progetto di vita individuale delle persone con disabilità, sull’autismo, sulle dipendenze, sulla demenza e sull’impiego dell’intelligenza artificiale nei servizi di assistenza. Ampio spazio anche alle politiche per gli anziani, con misure per ridurre i tempi di attesa nella valutazione della non autosufficienza e sostenere chi presta assistenza ai familiari.

Un programma ambizioso, accompagnato da numeri che testimoniano un’intensa attività politica: 103 Comuni visitati, 136 sedute di Giunta, centinaia di interrogazioni affrontate e quattro disegni di legge presentati.

Ma proprio il lungo elenco di progetti e buone intenzioni lascia emergere anche una domanda inevitabile. Molti dei temi più sentiti dai cittadini — dalla cronica carenza di personale nei servizi sociali ai tempi d’attesa, fino alle difficoltà delle famiglie nel conciliare lavoro e cura — vengono riproposti come obiettivi per la seconda metà della legislatura. Segno che, nonostante gli interventi messi in campo, i problemi strutturali restano tutt’altro che risolti.

L’inclusione, la coesione sociale e il sostegno alle fasce più fragili rappresentano senza dubbio priorità condivise. La sfida, però, sarà trasformare i principi e gli slogan in risultati percepibili nella vita quotidiana delle persone. Perché, al di là delle conferenze stampa e dei bilanci di metà mandato, saranno proprio i cittadini a misurare l’efficacia delle politiche sociali con il metro dei servizi che funzionano davvero.

Foto, Rosmarie Pamer/c-Fabio Brucculeri