
I Carabinieri della Compagnia di Bressanone, con il supporto dei militari del Comando Provinciale di Bolzano e delle Compagnie di Caivano e Varese, hanno eseguito nella giornata odierna un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Bolzano, su richiesta della Procura della Repubblica, nell’ambito di una vasta indagine che ha portato allo smantellamento di tre gruppi criminali ritenuti responsabili di una lunga serie di furti in hotel di lusso e abitazioni, oltre che di un articolato traffico di cocaina.
Le misure cautelari riguardano 19 cittadini di nazionalità albanese. Per dodici è stata disposta la custodia cautelare in carcere, cinque sono stati posti agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e due sono stati sottoposti all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Quattro destinatari del provvedimento risultano al momento irreperibili e sono attivamente ricercati.
L’indagine, avviata nella primavera del 2025 dall’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Bressanone, ha consentito agli investigatori di ricostruire l’attività di tre distinti gruppi criminali, tra loro collegati e operanti con ruoli ben definiti.
Il primo gruppo, secondo l’accusa organizzato come associazione per delinquere, avrebbe agito stabilmente in tutta la provincia di Bolzano, estendendo la propria attività anche alle province di Belluno e Trento. Agli indagati vengono contestati 65 furti aggravati tra strutture ricettive e abitazioni private. L’organizzazione disponeva di una rete logistica composta da basisti, mezzi e strumenti per mettere a segno i colpi, trasferendo poi in Albania i proventi delle attività illecite.
Il secondo gruppo avrebbe invece unito l’attività predatoria allo spaccio di cocaina, con dieci episodi di furto ricostruiti dagli investigatori e una rete di distribuzione della droga attiva soprattutto nell’area del Meranese e nelle valli limitrofe. Gli indagati, grazie anche a precedenti lavori stagionali sul territorio, si muovevano con estrema facilità, raggiungendo gli obiettivi persino a piedi o in bicicletta.
Il terzo gruppo, con base operativa a Bressanone e in parte collegato al primo attraverso due componenti comuni, sarebbe stato uno dei principali punti di riferimento per il traffico di cocaina nella zona. Nel corso delle indagini i Carabinieri hanno sequestrato complessivamente circa tre chilogrammi lordi di cocaina, documentando numerose cessioni di stupefacente.
Nel corso dell’attività investigativa erano già stati arrestati in flagranza sei presunti autori di furti aggravati e quattro persone per detenzione ai fini di spaccio di cocaina. Altre sette persone erano state denunciate a piede libero per analoghi reati.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i tre gruppi avrebbero operato in stretta collaborazione, condividendo informazioni, supporto logistico e mezzi. Ogni componente avrebbe svolto un ruolo preciso: dagli esecutori materiali dei furti ai pianificatori, fino ai soggetti incaricati di reperire le auto a noleggio, trovare alloggi o gestire l’approvvigionamento, il confezionamento e la vendita della droga.
Le indagini hanno inoltre evidenziato collegamenti con la Campania, da dove provenivano molte delle vetture utilizzate per i raid, e una rete ramificata sul territorio nazionale. Gli investigatori ipotizzano inoltre che alcuni degli indagati avessero tentato di regolarizzare la propria posizione attraverso rapporti di lavoro ritenuti fittizi, finalizzati a ottenere benefici amministrativi e fiscali.
Il danno economico provocato dai furti è stato stimato in circa 300 mila euro, comprendendo sia il valore della refurtiva sia i danni arrecati alle strutture alberghiere. Gli accertamenti proseguono per verificare l’eventuale coinvolgimento degli stessi gruppi in ulteriori episodi avvenuti negli ultimi anni in Alto Adige.
Come previsto dalla legge, le persone raggiunte dalle misure cautelari sono da ritenersi presunte innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.