Acciaierie, Bianchi tende la mano ai sindacati: «Il diritto a manifestare va garantito»

Il dibattito sul futuro delle acciaierie di Bolzano si arricchisce di una nuova presa di posizione istituzionale. L’assessore provinciale Christian Bianchi è intervenuto dopo la notizia del mancato via libera a una manifestazione o a un presidio richiesto dalle organizzazioni sindacali, chiarendo la propria posizione e ribadendo la vicinanza della Provincia ai lavoratori.

Bianchi ha precisato che, sul piano personale, non avrebbe avuto alcuna contrarietà alla concessione dell’autorizzazione. Al contrario, ha sottolineato come il diritto di sciopero e quello di manifestare rappresentino principi fondamentali che devono essere tutelati, soprattutto quando riguardano una vertenza di grande rilevanza sociale ed economica come quella delle acciaierie.

L’assessore ha voluto inoltre rivolgere un messaggio diretto alle organizzazioni sindacali, esprimendo piena sintonia sugli obiettivi condivisi. Secondo Bianchi, tutte le parti coinvolte stanno lavorando nella stessa direzione, con l’obiettivo di garantire un futuro all’importante realtà industriale bolzanina e di tutelare i livelli occupazionali.

Nel suo intervento, l’esponente della Giunta provinciale ha anche riconosciuto il clima di preoccupazione che accompagna i lavoratori. L’incertezza legata al trascorrere del tempo pesa inevitabilmente sui dipendenti e sulle loro famiglie, ma Bianchi invita a non interpretare questa fase come una situazione di stallo.

«Comprendo perfettamente le preoccupazioni di ogni lavoratore», ha evidenziato l’assessore, assicurando però che il lavoro portato avanti negli ultimi mesi sta producendo risultati concreti. «Il tempo non sta passando invano: si stanno compiendo importanti passi avanti», ha affermato, ribadendo la fiducia nel percorso avviato.

Le parole di Christian Bianchi rappresentano un segnale di apertura nei confronti delle organizzazioni sindacali e un tentativo di rassicurare i dipendenti delle acciaierie, in una fase delicata in cui il confronto tra istituzioni, azienda e rappresentanze dei lavoratori resta decisivo per il futuro del sito produttivo.

 
 

Foto, Christian Bianchi