Fine vita, il Team K: “Tema troppo delicato per una legge omnibus, serve un confronto serio”

Si chiude con il ritiro del testo da parte della maggioranza in Consiglio provinciale la discussione sul suicidio medicalmente assistito inserito nella legge omnibus. Una decisione accolta con favore dal Team K, che però rilancia la necessità di affrontare il tema con un percorso normativo autonomo e più approfondito.

Secondo il consigliere provinciale Franz Ploner, medico ed esperto di etica sanitaria, la materia non può essere trattata in modo marginale all’interno di provvedimenti eterogenei. «Un tema così complesso non può essere inserito en passant in una legge omnibus», afferma, criticando anche l’impostazione iniziale del testo proposto dall’assessore Hubert Messner, giudicato «superficiale e poco approfondito».

Nel dibattito politico ha suscitato discussione anche la posizione del capogruppo SVP Harald Stauder, che aveva sottolineato la distinzione tra “morire tenendo qualcuno per mano e non per mano di qualcuno”. Per Ploner, queste formulazioni evidenziano la necessità di maggiore chiarezza sul piano etico e terminologico, evitando sovrapposizioni tra eutanasia attiva, passiva e suicidio assistito.

Il Team K sottolinea che il ritiro del provvedimento rappresenta ora un’occasione per avviare un confronto più strutturato, che coinvolga non solo la politica ma anche la società civile, il mondo medico e quello etico. L’obiettivo indicato è arrivare a un quadro normativo completo e coerente, capace di affrontare il tema del fine vita senza semplificazioni.

Ploner richiama inoltre l’importanza di rafforzare la rete delle cure palliative e dei servizi di accompagnamento, insieme a una migliore informazione per pazienti e famiglie. Parallelamente, propone di sviluppare una legge sulla prevenzione del suicidio, distinguendo chiaramente tra crisi temporanee e decisioni consapevoli e persistenti.

Il consigliere ricorda, infine, le indicazioni della Corte costituzionale italiana, che ha riconosciuto in specifici casi il diritto all’assistenza al suicidio, sottolineando la necessità di un intervento legislativo chiaro per garantire certezza giuridica a cittadini e operatori sanitari.

«Come medico sono un difensore della vita, ma anche del diritto a morire con dignità», afferma Ploner, ribadendo la disponibilità del Team K a collaborare a una normativa provinciale che tuteli la volontà delle persone e al tempo stesso il lavoro di medici e personale sanitario.

Foto, Franz Ploner