Sono 64 i vini in concorso alla 23ª edizione del Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau, appuntamento che anticipa l’apertura della rassegna Müller Thurgau: Vino di Montagna in programma a Cembra. Tra le etichette in gara, il 22% arriva dall’estero, con campioni provenienti dalla Germania e dalla Repubblica Ceca, mentre in Italia, oltre al Trentino, partecipano anche Alto Adige e Sicilia.
Il panel di degustazione, svoltosi il 19 giugno, ha coinvolto tre commissioni composte da enologi, giornalisti e sommelier che hanno valutato i vini con degustazioni alla cieca secondo il metodo dell’Union Internationale des Œnologues. Le medaglie saranno assegnate giovedì 2 luglio durante l’inaugurazione della 39ª edizione della manifestazione.
La vera protagonista dell’edizione è stata però l’annata 2025, che ha sorpreso gli assaggiatori. Nonostante una vendemmia anticipata di una settimana rispetto alla norma – condizione generalmente poco favorevole per il Müller Thurgau – i vini hanno mostrato grande equilibrio, eleganza e precisione aromatica, risultando in molti casi superiori alle annate precedenti.
Un risultato che gli esperti attribuiscono alla crescente competenza delle aziende vitivinicole nella gestione della vendemmia e della vinificazione, capaci di affrontare con successo anche stagioni climaticamente complesse. Un segnale incoraggiante anche in vista delle future vendemmie, destinate con ogni probabilità a essere sempre più precoci.
Dalle degustazioni emerge il ritratto di un Müller Thurgau profondamente rinnovato: vini freschi, dinamici e di grande bevibilità, caratterizzati da aromi fini, buona struttura e una complessità costruita su sapidità, tensione ed eleganza piuttosto che sulla potenza. Le annate più mature hanno invece evidenziato interessanti capacità evolutive, con richiami aromatici che ricordano il Riesling e una sorprendente tenuta della freschezza.
Secondo i commissari, il Müller Thurgau contemporaneo risponde perfettamente alle richieste del mercato, sempre più orientato verso bianchi aromatici ma equilibrati, dalla moderata gradazione alcolica e adatti sia alla ristorazione sia al consumo informale.
Il messaggio che arriva dal concorso è chiaro: il Müller Thurgau di oggi è molto diverso da quello di dieci anni fa. Più moderno, raffinato e complesso, punta sull’equilibrio e sull’identità territoriale, confermandosi tra i vini bianchi più interessanti del panorama alpino.