Tra sconfinamenti stilistici, rituali collettivi e improvvisazione pura, il Südtirol Jazzfestival Alto Adige entra nel vivo della settimana confermandosi come uno degli appuntamenti più vivaci e sperimentali della scena musicale europea contemporanea.
Dopo un intenso weekend di apertura, il festival prosegue con un programma diffuso che attraversa l’intero territorio altoatesino, trasformando città, vallate e spazi non convenzionali in luoghi di incontro tra musicisti e pubblico. Un viaggio sonoro che spazia da atmosfere meditative a performance immersive, fino a veri e propri rituali collettivi di musica e movimento.
A fare da filo conduttore quotidiano è il format “Sonic Reaction” alla Casa della Pesa di Bolzano, dove musiciste e musicisti si incontrano per la prima volta dando vita a improvvisazioni estemporanee: un laboratorio permanente di ascolto e creazione in tempo reale, cuore pulsante dell’identità del festival.
Tra le presenze più significative spicca quella del trombonista Matteo Paggi, figura centrale di questa edizione grazie a una serie di progetti che ne evidenziano la versatilità artistica. Con il suo quintetto Matteo Paggi Giraffe, ospitato al Tschumpus di Bressanone, ha già mostrato la capacità di muoversi tra scrittura e improvvisazione in chiave contemporanea. Il giorno successivo, in collaborazione con il Bolzano Film Festival Bozen, Paggi si esibirà al Filmclub di Bolzano insieme al contrabbassista Andrea Grossi, accompagnando dal vivo una selezione di cortometraggi muti catalani, in un dialogo tra immagine storica e improvvisazione sonora che unisce cinema e jazz in una dimensione narrativa inedita.
Uno dei momenti più attesi della settimana sarà il progetto DIASILLA, in programma giovedì 2 luglio alla Fiera Bolzano. In collaborazione con il sound designer Matteo Stella, Paggi guiderà il pubblico in un’esperienza immersiva tra ambient e improvvisazione libera, dove l’ascolto diventa esperienza fisica e il concerto si svolge su materassini, in una dimensione sospesa tra suono e percezione.
Il festival continua a diffondersi sul territorio con appuntamenti che trasformano paesi e spazi culturali in palcoscenici diffusi. Mercoledì il programma attraversa Malles, Vipiteno e Brunico con progetti internazionali e locali, mentre a Bolzano il KABARILA Jazz Ritual al Batzen Sudwerk rappresenta uno dei momenti più intensi e radicali del festival: cinque ore di improvvisazione continua tra musica e danza, guidate dal contrabbassista Lukas Kranzelbinder, in un’esperienza collettiva che dissolve i confini tra palco e pubblico.
Giovedì lo sguardo si sposta allo Stanglerhof di Fiè, dove la vocalist altoatesina Laura Zöschg guida giovani musicisti dell’area Euregio (Alto Adige, Trentino e Tirolo) all’interno della Euregio Jazzwerkstatt, progetto dedicato alla formazione e alla creazione condivisa. La giornata si completa con concerti e late session in diverse location della regione, tra cui Bressanone, Silandro e Bolzano.
Venerdì il festival propone uno dei suoi momenti più simbolici: al Forte di Fortezza il musicista bavarese Matthias Schriefl intreccia tradizione alpina e linguaggi jazzistici contemporanei insieme alla banda musicale di Sciaves e ai membri della Brazilian Motion, dando vita a un laboratorio sonoro che rilegge la tradizione come materia viva in continua trasformazione. La serata prosegue con una serie di concerti e DJ set tra Bolzano e Merano, confermando la natura plurale del festival, capace di alternare sperimentazione, club culture e performance live in un unico flusso creativo.
Con il suo ritmo intenso e diffuso, il Südtirol Jazzfestival Alto Adige si conferma più di un evento musicale: un ecosistema culturale in cui la musica improvvisata diventa linguaggio di relazione, esplorazione e incontro. Dalle performance intime nella natura ai grandi rituali collettivi, fino al concerto finale di domenica al Ca’ de Bezzi, il festival costruisce un racconto corale in cui territori, artisti e pubblico partecipano alla stessa esperienza: quella del suono come spazio condiviso.
Foto, Matteo Paggi/c-Valentina Cipriani