Domeniche in quota: Carezza Dolomites apre le montagne alle famiglie tra natura e sentieri UNESCO

Una giornata in montagna pensata per le famiglie, tra panorami spettacolari, impianti di risalita e sentieri accessibili a tutte le età. Il 5 luglio 2026 torna la seconda delle quattro “Domeniche in famiglia” di Carezza Dolomites, nel comprensorio escursionistico ai piedi di Catinaccio e Latemar.

L’iniziativa invita grandi e piccoli a vivere la montagna senza limiti di spostamento sugli impianti, con un biglietto speciale dedicato alle famiglie composto da due adulti con bambini al prezzo complessivo di 45 euro. L’offerta include l’utilizzo illimitato di cabinovie e seggiovie della zona, tra cui Nova Levante, Paolina, Tschein, Cabrio Tires e le funivie König Laurin I e II, con trasporto gratuito anche per i passeggini.

L’obiettivo è semplice: rendere la montagna accessibile e vissuta come spazio di condivisione, gioco e scoperta. Le lunghe giornate estive e le temperature elevate in valle spingono sempre più famiglie a salire in quota, dove il paesaggio delle Dolomiti – patrimonio mondiale UNESCO – offre un ambiente ideale per escursioni e momenti di relax.

Con oltre 530 chilometri di sentieri, Carezza Dolomites propone itinerari per ogni livello: dai percorsi brevi adatti ai bambini fino a escursioni più impegnative che possono durare fino a otto ore. Un’offerta variegata che trasforma l’area in una destinazione perfetta per chi cerca natura, movimento e tempo di qualità all’aria aperta.

Accanto all’attività escursionistica, rifugi e malghe della zona tra Catinaccio e Latemar completano l’esperienza con una proposta gastronomica adatta a tutte le età, permettendo alle famiglie di vivere la montagna anche attraverso i sapori locali e la tradizione alpina.

Dopo l’appuntamento del 5 luglio, le prossime “Domeniche in famiglia” sono previste per il 20 settembre e l’11 ottobre, confermando la volontà di Carezza Dolomites di promuovere un turismo sostenibile, accessibile e orientato alla fruizione consapevole del territorio.

Foto/c-Roberto De Pellegrin