Il Centro di Tutela dei Diritti del Malato ODV interviene nel dibattito sul suicidio medicalmente assistito, ribadendo una posizione improntata alla tutela della persona, alla protezione dei soggetti più vulnerabili e al rispetto dei principi fissati dalla giurisprudenza italiana.
Secondo l’associazione, qualsiasi scelta sul fine vita può essere presa in considerazione esclusivamente all’interno delle rigorose condizioni individuate dalla Corte costituzionale e successivamente confermate dalla Corte di Cassazione e dal Consiglio di Stato.
«Non esiste una reale autodeterminazione senza cure palliative accessibili e tempestive, né una scelta veramente libera quando una persona si trova in condizioni di fragilità, isolamento o priva del necessario sostegno psicologico e sociale», sottolinea il Centro, evidenziando inoltre la necessità di garantire verifiche indipendenti da parte del Servizio sanitario nazionale e di prevenire qualsiasi forma di pressione familiare, economica o istituzionale.
L’associazione precisa di non voler assumere una posizione favorevole o contraria al suicidio medicalmente assistito in quanto tale, ma di ritenere imprescindibile che ogni decisione sul fine vita rappresenti l’esito di un percorso di cura completo, accompagnato e verificato, e mai una conseguenza della mancanza di assistenza.
Nel documento viene richiamata la sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale, che ha individuato i rigorosi requisiti per la non punibilità dell’aiuto al suicidio, insieme ai successivi orientamenti della Cassazione e del Consiglio di Stato, che hanno ribadito l’importanza di percorsi multidisciplinari, valutazioni indipendenti e dell’accesso alle cure palliative.
Il Centro pone inoltre l’accento sul valore della dignità della persona, che si realizza attraverso un’assistenza sanitaria di qualità, il sostegno psicologico e la presa in carico globale del paziente. Particolare attenzione viene dedicata alla tutela dei soggetti fragili, per i quali si ritengono indispensabili valutazioni mediche indipendenti, un supporto psicologico continuativo e la verifica dell’assenza di condizionamenti esterni.
Tra le priorità indicate dall’associazione figurano il potenziamento delle cure palliative, il sostegno alle famiglie, la continuità assistenziale e un accesso equo ai servizi socio-sanitari, considerati elementi fondamentali per garantire che nessuno sia lasciato solo nell’affrontare la sofferenza.
«Ogni scelta sul fine vita deve essere libera, informata, protetta e inserita in un sistema sanitario capace di garantire realmente dignità, cura e accompagnamento», afferma il direttore del Centro di Tutela dei Diritti del Malato ODV, Stefano Mascheroni, ribadendo l’impegno dell’associazione ad affiancare i cittadini nei momenti più delicati della loro vita.
Foto, Stefano Mascheroni