Bastano trenta minuti davanti a uno schermo per cambiare il rapporto con il clima? È la domanda che sorge leggendo il bilancio, decisamente entusiasta, della Provincia di Bolzano sul progetto “Il clima a colazione”, la serie di webinar dedicata ai dipendenti pubblici per promuovere una maggiore consapevolezza ambientale.
Tra marzo e maggio si sono svolti dieci appuntamenti, ciascuno della durata di mezz’ora, che hanno coinvolto mediamente circa 250 partecipanti, per un totale di quasi 700 collaboratori provenienti da gran parte delle Ripartizioni provinciali. Numeri che l’amministrazione considera un successo e che confermerebbero l’interesse crescente verso i temi della sostenibilità.
L’assessore provinciale all’Ambiente, Peter Brunner, rivendica il valore dell’iniziativa, sottolineando come la pubblica amministrazione debba dare il buon esempio nella lotta ai cambiamenti climatici. «La tutela del clima inizia con tante piccole decisioni quotidiane», afferma, ricordando che il Piano Clima Alto Adige 2040 punta proprio sulla partecipazione attiva dei cittadini e dei dipendenti pubblici.
Il gradimento dell’iniziativa, in effetti, sembra elevato. Dei 333 questionari anonimi raccolti, la maggior parte evidenzia apprezzamento per il formato breve, capace di condensare temi complessi in appena trenta minuti senza interferire con l’attività lavorativa. Tra gli argomenti più richiesti per il futuro figurano mobilità sostenibile, risparmio energetico, economia circolare, riciclaggio e tutela del territorio altoatesino.
Eppure una riflessione è inevitabile. Se sensibilizzare è fondamentale, il rischio è che iniziative di questo tipo vengano percepite come sufficienti a dimostrare l’impegno delle istituzioni, mentre la vera sfida resta tradurre le buone intenzioni in interventi concreti e misurabili. La crisi climatica richiede certamente informazione e formazione, ma anche investimenti, infrastrutture efficienti, scelte politiche coraggiose e risultati verificabili.
La stessa Provincia riconosce che i webinar rappresentano soltanto una delle azioni previste dal Piano Clima. Ed è probabilmente proprio qui che si giocherà la credibilità dell’intero progetto: non tanto sul numero dei partecipanti o sul gradimento delle lezioni online, quanto sulla capacità di trasformare quella sensibilità in cambiamenti reali all’interno dell’amministrazione e, di conseguenza, nella vita quotidiana dei cittadini.
Intanto “Il clima a colazione” tornerà nell’autunno 2026 con una nuova edizione arricchita dai suggerimenti raccolti. La speranza è che, oltre alle parole e alle presentazioni, arrivino anche risultati concreti: perché il clima, purtroppo, non aspetta la prossima videoconferenza.
Foto, Peter Brunner/c-USP/Fabio Brucculeri